FAQ – domande frequenti

Dopo quanto tempo di rapporti senza precauzioni contraccettive si può parlare di infertilità?

Si parla di infertilità dopo circa due anni di rapporti senza l’utilizzo di metodi anticoncezionali.

Quali sono le principali cause di infertilità di coppia?

Le cause possono coinvolgere l’uomo, la donna, o entrambi. Tra le più comuni vi sono i fenomeni infiammatori ed infettivi dell’apparato genitale (orchite postinfettiva o post-traumatica, prostato-epididimite e uretrite per l’uomo; malattia infiammatoria pelvica o PID per la donna), le alterazioni vascolari (come il varicocele), fattori ormonali (fenomeni disendocrini, alterazioni del ciclo ovulatorio), patologie di origine genetica (quali la sindrome di Klinefelter per l’uomo, traslocazioni), malformazioni genitali congenite (criptorchidismo e agenesia deferenti per l’uomo; malformazioni uterine e vaginali per la donna) e patologie acquisite ad insorgenza spontanea (endometriosi,fibromatosi e poliposi uterina per la donna) o iatrogene. Poi i fattori ambientali (inquinamento) e sociali (alimentazione, fumo, alcool, droghe, stress). Le indagini devono essere precedute da un’accurata anamnesi per evidenziare nella storia clinica del paziente un qualche sospetto di rilievo.

Che cosa è l’endometriosi?

Per endometriosi si intende la proliferazione di cellule endometriali fuori dalla cavità uterina in altri distretti anatomici (ovaio,vescica,legamenti utero-sacrali,intestino).Colpisce circa il 10% delle donne in età riproduttiva,con rare manifestazioni nell’età infantile,ed il 20-40% delle donne infertili.

Qual è la sintomatologia tipica dell’endometriosi?

Il sintomo prevalente è il dolore, al punto che mentre l’incidenza di endometriosi varia dal 2 al 22% in pazienti asintomatiche, nelle donne con dismenorrea (mestruazioni dolorose) la prevalenza di tale malattia varia tra il 40 e il 60%. Il dolore si può manifestare sotto vari aspetti, dalla dismenorrea, al dolore pelvico non correlato al ciclo mestruale, alla dispareunia profonda (dolore durante i rapporti sessuali). Altri sintomi dolorosi che più raramente si accompagnano all’endometriosi sono la defecazione dolorosa, talora accompagnata da sanguinamento, fino ad arrivare a crisi di stipsi ostinata in caso di interessamento della mucosa rettale e la disuria (difficoltà nella minzione), raramente con ematuria (sangue nelle urine), in caso di coinvolgimento della parete vescicale. Tuttavia il dolore pelvico può essere presente in diverse altre patologie, ginecologiche (malattia infiammatoria pelvica) e non (colon irritabile, cistite interstiziale), rendendo difficoltosa la diagnosi differenziale.

Come avviene la diagnosi di endometriosi?

La diagnosi viene effettuata su base clinica,il più delle volte in relazione alla sintomatologia dolorosa riferita, grazie ad un controllo ecografico che evidenzia la presenza a livello ovarico di forme cistiche dette endometriomi o mediante laparoscopia o/e laparotomia,interventi che consentono di individuare con accuratezza la reale estensione della malattia,nonché di ottenere un esame istologico a conferma della diagnosi

In che modo l’endometriosi può essere causa di infertilità ?

Nella donna affetta da endometriosi l’infertilità può essere provocata dalla comparsa di aderenze pelviche che immobilizzano ed alterano il decorso delle tube,danneggiando spesso irrimediabilmente la loro funzione primaria di trasporto; mentre, in relazione alle localizzazioni ovariche della malattia, si realizza una alterata funzionalità dell’ovaio, ridotta qualità degli ovuli e conseguentemente degli embrioni prodotti. In questi casi il ricorso alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) si rende spesso necessario per ovviare all’ eventuale ostruzione tubarica , supportare il funzionamento ovarico, rendere possibile l’incontro tra l’ovulo e lo spermatozoo ed ottenere lo sviluppo di embrioni idonei all’impianto. Va comunque precisato che in base a numerosi studi presenti in letteratura le pazienti affette da endometriosi talvolta mostrano una riduzione della percentuale di fertilizzazione nonché di gravidanza.

Che tipo di trattamento è previsto in caso di endometriosi?

Benché la completa guarigione non sia sempre possibile gli obbiettivi principali del trattamento sono: l’alleviamento della sintomatologia,la prevenzione della progressione della malattia e la promozione della fertilità. Il trattamento prevede un approccio chirurgico e medico. La chirurgia, preferibilmente laparoscopica, aiuta a ripristinare l’ anatomia delle zone interessate tramite l’ asportazione di cisti ovariche, bonifica dei focolai pelvici, rimozione delle aderenze. La terapia medica (contraccettivi orali, progestinici, danazolo, analoghi del GNRH) mira a ridurre la sintomatologia dolorosa, ad inibire la crescita dei focolai endometriosici e ridurre l’incidenza delle recidive tramite una riduzione dei livelli circolanti di estrogeni. E’ importante sottolineare che l’endometriosi è purtroppo caratterizzata da una spiccata aggressività con andamento spesso progressivo e possibilità di recidivare anche dopo trattamento.

Come si modifica la fertilità della donna nell’arco della sua vita?

Secondo i dati del Registro nazionale procreazione medicalmente assistita (Pma) dell’Istituto Superiore di sanità il periodo più fertile (100%) per una donna è quello che va dai 20 ai 25 anni; resta ancora alto (50%) fino a 35 anni, subisce un notevole calo (20%) fra i 35 e i 40 per arrivare ad essere bassissimo (5-7%) oltre i 40 anni.

Quali sono i meccanismi che riducono la fertiità della donna dopo i 40 anni?

Con il trascorrere del tempo,si riduce quantitativamente la riserva di ovuli originariamente presenti nelle ovaie al momento della nascita,peggiora sensibilmente la loro qualità in termini di morfologia e di potenzialità biologiche e sempre più spesso il ciclo è senza ovulazione. Per questi motivi l’ovulo, dopo essere stato fecondato si annida sempre più di rado nell’utero, oppure, una volta annidatosi, non si sviluppa anche per l’aumentata incidenza di patologie cromosomiche che corrispondono ad un aumento degli aborti spontanei .

In che modo si può intervenire se non è possibile ripristinare con terapie or interventi chirurgici la fertilità naturale?

Quando l’incontro tra ovocita e spermatozoo e la successiva fertilizzazione non si verifichino naturalmente,si può indurre l’incontro ‘in provetta’ tra l’ovulo e lo spermatozoo, realizzando spontaneamente il processo di fecondazione per dare luogo alla formazione dell’embrione, successivamente trasferito nell’utero materno con la tecnica FIVET (Fertilizzazione in Vitro ed Embryo Transfer)”.
Nei casi di motilità e numero gravemente ridotto di spermatozoi si ricorre ad una tecnica che consente, nonostante la debolezza degli spermatozoi, la fertilizzazione dell’ovulo femminile. E’ la tecnica cosiddetta ICSI (Intracytoplasmic Sperm Injection), che da oltre 15 anni consente di risolvere positivamente buona parte dei problemi di infertilità maschile. In precedenza tali problemi potevano ovviarsi solo ricorrendo ad un donatore di seme

Quali sono le percentuali di successo della FIVET e della ICSI?

Le percentuali di successo sono influenzate da vari fattori: età (soprattutto della donna) e causa dell’infertilità (es.l’endometriosi riduce la qualità degli ovuli prodotti…..).Nelle coppie con condizioni di base ottimali la percentuale di successo si aggira dal 35 al 45% per ogni tentativo”.

Che cosa è la IMSI e come funziona?

È una nuova metodica di selezione degli spermatozoi (Intracytoplasmic Morphologically Selected Sperm Injection) che permette di scegliere in maniera scientificamente accurata i migliori spermatozoi da impiegare nelle tecniche di fecondazione assistita.E’ più selettiva rispetto alla ICSI classica.
Attraverso un apparato composto da un sistema di lenti del microscopio, una telecamera digitale e da un monitor ad alta risoluzione è possibile raggiungere un ingrandimento di 6600X.Questa complessa struttura di lenti e di ingrandimenti consente di esaminare, in tempo reale, la morfologia fine degli spermatozoi mobili,non visibile con le altre metodiche diagnostiche.
In tal modo è possibile individuare gli spermatozoi morfologicamente migliori nel campione esaminato, da impiegare per fecondare l’ovocita e favorire la formazione di embrioni con maggiori possibilità di attecchimento.
In base alla maggior parte dei dati presenti in letteratura, la IMSI incrementa le percentuali di successo del trattamento dell’ infertilità maschile severa, della poliabortività e di quelle coppie che si sono già sottoposte a precedenti tentativi di fecondazione assistita, con esiti negativi.

Per effettuare un tentativo di fecondazione assistita quale tipo di farmaci particolari deve assumere la donna?

Sono necessarie apposite terapie ormonali grazie alle quali e’ possibile ottenere la maturazione contemporanea di più follicoli in modo da avere a disposizione più ovociti idonei ad essere fecondati. La scelta del farmaco, del dosaggio e del protocollo deve essere valutata caso per caso, in relazione all’età della paziente, alle sue caratteristiche ovulatorie e ai tentativi precedenti. Durante la stimolazione, la risposta ovarica va controllata con ecografie e dosaggi ormonali(estradiolo,progesterone,LH). In questa fase di monitoraggio, il ciclo può essere sospeso in caso il numero di follicoli in via di maturazione non sia adeguato o, al contrario, sia eccessivo.

Quante volte nell’arco della vita è possibile sottoporsi alla stimolazione ovarica senza correre rischi per la propria salute?

Per alcune donne non è possibile sottoporsi nemmeno ad una sola terapia di stimolazione ovarica se esistono delle condizioni di base non compatibili (es. pregresse patologie maligne dell’utero, dell’ovaio e della mammella).In tutti gli altri casi è comunque necessaria una attenta valutazione della storia clinica nonché dell’ aspetto psicologico della paziente.

Qual è la nuova metodica di crioconservazione di ovuli ed embrioni e come funziona?

Il suo nome è vetrificazione. E’una tecnica di laboratorio che permette di congelare ovociti ed embrioni eliminando all’interno e all’esterno delle cellule crioconservate la formazione di cristalli di ghiaccio.
L’eventuale presenza di questi piccoli cristalli è, infatti, il punto critico che determina la scarsa efficacia delle altre precedenti metodiche di congelamento riducendo il tasso di sopravvivenza del materiale biologico crioconservato. Oggi, la vetrificazione di ovociti ed embrioni umani è impiegata a livello mondiale ed assicura alte percentuali di sopravvivenza di ovociti/embrioni scongelati (~ 90%), nonché percentuali di gravidanza soddisfacenti e buona prognosi ostetrica e neonatale”