Fecondazione e impianto

L’ovulo fuoriuscito dal follicolo viene captato dalla tuba che, grazie ai suoi movimenti, lo “trasporta” verso la cavità uterina. In corrispondenza del tratto tubarico ampollare lo spermatozoo – dopo aver risalito le vie genitali femminili acquisendo la capacità di fecondare (fenomeno di capacitazione) – entra in contatto con l’ovulo e lo penetra.
Dodici-diciotto ore dopo, in caso di avvenuta fertilizzazione si assiste alla comparsa dei due pronuclei (maschile e femminile), seguita dalla prima delle varie divisioni cellulari che consentono all’embrione di svilupparsi mentre procede nel suo cammino per raggiungere la cavità uterina. In tal modo il numero dei blastomeri (cellule dell’embrione) aumenta (dallo stadio di zigote a una sola cellula, a due, quattro, sei, otto cellule – vedi immagini) fino a raggiungere lo stadio di morula e infine di blastocisti.
Tre – quattro giorni dopo la fecondazione l’embrione raggiunge la cavità uterina dove si realizza il delicato processo dell’impianto (sei-sette giorni dopo la fecondazione), frutto dell’interazione tra l’embrione stesso e l’endometrio. A questo scopo l’embrione si libera della sua membrana protettiva (fenomeno detto di hatching o sgusciamento) per prendere contatto e invadere il tessuto endometriale adiacente, dove l’impianto sarà completo al quattordicesimo giorno dopo la fecondazione.

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