Non categorizzato / 24.04.2018

Fumo e infertilità: perché le sigarette sono nemiche della fertilità

Che il fumo sia estremamente dannoso per la salute non è più una novità: passati gli anni delle pubblicità-progresso sui benefici delle sigarette, gli studi ne hanno ampiamente dimostrato la nocività. Nonostante questo, sono ancora molti gli italiani che non rinunciano al vizio: il 22,3% della popolazione secondo l’ultima indagine Doxa-Iss.

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Quello che è meno noto è l’impatto del fumo sulla fertilità delle coppie, un impatto diretto e pericoloso:  il concepimento è più lento e difficoltoso, poiché nelle donne il fumo compromette il ciclo mestruale e l’apparato riproduttivo, diminuendo la quantità di follicoli antrali e degli ovociti; negli uomini, peggiora la quantità e la qualità del liquido seminale, riducendo anche la motilità degli spermatozoi e alterando la loro morfologia. Numerosi studi condotti su pazienti sottoposte a tecniche di procreazione assistita (PMA), inoltre, mostrano tassi di successo più bassi nelle fumatrici.

Fumo e infertilità femminile: come le sigarette erodono la riserva ovarica

fumo e infertilità femminile

L’American Society for Reproductive Medicine stima che circa il 13% dei casi di infertilità femminile sia associabile alle sigarette. Fumo e fertilità sono un binomio che dal punto di vista della riproduzione proprio non funziona: il fumo incide in maniera negativa a vari livelli sulle capacità riproduttive della donna, dall’impianto dell’ovulo al regolare accrescimento del feto, fino ad arrivare al corretto sviluppo fisico, emotivo, comportamentale e intellettivo del bambino.

Fumare in gravidanza è dannoso per il feto, ma i componenti tossici del tabacco rendono difficile il concepimento stesso: gli studi mostrano che 20-30 sigarette al giorno sono in grado di invecchiare le ovaie anche di 10 anni. Una fumatrice trentenne, quindi, impiega in media un anno in più rispetto a una coetanea che non fuma per rimanere incinta naturalmente. Le numerose ricerche che si sono concentrate sul rapporto tra fumo e infertilità femminile mostrano come la nicotina possa interferire con la produzione di estrogeni, alternando il ciclo mestruale. La nicotina e il benzopirene, inoltre, possono alterare il processo di maturazione dell’ovocita, danneggiandone le cellule. Tutto questo causa un deficit qualitativo dei follicoli ovarici prodotti e un più rapido esaurimento della riserva ovarica.

Fumo e infertilità sono collegati non solo in chi ricerca una gravidanza spontanea: i dati disponibili sulla fecondazione assistita mostrano come le fumatrici abbiano più difficoltà a concepire anche affidandosi alle tecniche di PMA. Minor recupero di ovociti, necessità di dosi maggiori di farmaci per la stimolazione ovarica, maggiore incidenza di aborti spontanei e di gravidanze extrauterine e un numero complessivo di gravidanze più basso del 34%: sono solo alcune delle condizioni osservate nelle fumatrici, tra cui le percentuali di insuccesso sono sensibilmente più elevate e che generalmente richiedono il doppio dei cicli di prima di restare incinta.

Il fumo è pericoloso anche per le Tube di Falloppio: il 68% delle fumatrici mostra problemi in quest’area dell’apparato riproduttivo, contro il 29% delle non fumatrici. Una condizione che sembra tramandarsi di generazione in generazione proprio grazie alle sigarette. Secondo gli studi, infatti, il fumo potrebbe essere responsabile non solo dell’infertilità delle donne fumatrici, ma anche delle loro figlie non ancora nate. Una ricerca dell’Università di Leeds suggerisce che chi fuma in gravidanza espone le figlie al rischio di danni permanenti nello sviluppo delle Tube di Falloppio, in particolare nell’ovidotto, dove più frequentemente avviene la fecondazione.

Non dimenticate, infine, che le donne fumatrici – ma anche quelle esposte al fumo passivo – hanno maggiori possibilità di raggiungere la menopausa più precocemente: si stima almeno 4 anni prima.

Fumo e infertilità maschile: rischio impotenza e (pochi) spermatozoi pigri

fumo e infertilità maschile

La correlazione negativa tra fumo e infertilità non riguarda solo il gentil sesso: anche la capacità riproduttiva maschile può essere seriamente condizionata dal tabagismo.

Secondo gli studi, dall’analisi del liquido seminale dei non fumatori e dei fumatori emerge come in questi ultimi abbiano meno seme, un numero di spermatozoi inferiore e una minore percentuale di spermatozoi mobili rispetto agli uomini che non fumavano.

Le ricerche suggeriscono che ci sia una correlazione tra la quantità di sigarette fumate e le alterazioni spermatiche, sia dal punto di vista della conta degli spermatozoi che della loro mobilità.

Fumo e infertilità maschile sono legati anche per quanto riguarda le possibilità di successo della fecondazione assistita: è stato infatti suggerito che il fumo dal lato paterno contribuisca a ridurre i tassi di successo della fecondazione in vitro. In diversi studi, le coppie in cui il partner maschile aveva recentemente fumato mostravano un tasso di natalità con IVF o ICSI significativamente inferiore; il fumo del partner maschile, inoltre, aveva ridotto sensibilmente le possibilità di ottenere una gravidanza di 12 settimane, probabilità che calavano all’aumentare dell’età, suggerendo che il fumo e l'aumento dell'età maschile agivano di concerto per influenzare il potenziale di fertilità.

Tra i motivi che legano fumo e infertilità maschile, però, ce n’è anche uno che spaventa in modo particolare la popolazione maschile: l’impotenza. I danni causati dalle sigarette al sistema cardiocircolatorio, infatti, rendono più difficile la circolazione del sangue a livello delle arterie cavernose. Le arterie del pene – che hanno un diametro inferiore ai grandi vasi sanguigni – possono essere danneggiate più facilmente rispetto ai grandi vasi sanguigni, dando origine a un concreto rischio di disfunzione erettile.

Fumo e infertilità: come ridurre i rischi

Non esiste una “soglia limite” sotto la quale il tabacco possa considerarsi non dannoso: anche fumare poco o fumare sigarette light comporta dei rischi che è impossibile eliminare.

Si stima che, per quanto riguarda la sessualità femminile, siano necessari tre mesi per tornare ai livelli ottimali di fertilità dopo aver abbandonato le sigarette. Anche nel caso degli uomini, è stato evidenziato che è possibile recuperare la capacità riproduttiva progressivamente dopo aver detto addio al fumo.

La soluzione è una, e una sola. Smettere, subito.

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