Ovodonazione

L’ovodonazione è una tecnica di fecondazione assistita che impiega gli spermatozoi del partner per fecondare ovuli di una donatrice esterna alla coppia. E’ indicata  principalmente in situazioni in cui la donna non è in grado di produrre ovuli: in caso di assenza congenita delle ovaie (es. Sindrome di Turner), assenza permanente dell’ovulazione  per cause iatrogene (es. rimozione chirurgica,chemio-radioterapia),menopausa precoce. Tale tecnica viene talvolta impiegata anche per la risoluzione di casi di poliabortività sine causa e per prevenire la trasmissione di una malattia genetica.
Negli ultimi dieci anni con l’entrata in vigore della Legge 40 in Italia non è stato possibile effettuare questo tipo di trattamento che era per l’appunto proibito. A partire dalla metà di giugno del 2014 in seguito al pronunciamento della Corte Costituzionale,l’ovodonazione è nuovamente eseguibile nel nostro paese.

La donazione di ovuli può essere effettuata solo da donne che soddisfino determinati requisiti clinici:

Vengono considerate idonee solo donatrici:

  1. – in cui sia stato preventivamente verificato ed escluso il rischio genetico mediante raccolta della loro storia familiare e personale ed esecuzione di test genetici (mappa cromosomica,fibrosi cistica e beta talassemia)
  2. – in cui sia stato preventivamente verificato ed escluso il rischio infettivo mediante esami ematochimici (VDRL,HIV,Epatite B e C)
  3. – che rientrino in un range di età compreso tra i 20 ed i 35 anni,tale da offrire garanzie riguardanti la qualità degli ovuli prodotti
  4. – che mostrino un appropriato profilo psicologico

 

La scelta della donatrice viene effettuata cercando di rispettare tra donatrice e ricevente (la donna che partecipa al trattamento e a cui verranno trasferiti in utero gli embrioni) una compatibilità:

  1. Estetica: razza,colore degli occhi,colore dei capelli
  2. Biologica: Gruppo sanguigno

 

In base alle Linee Guida elaborate dal Ministero della Salute :

  • L’eterologa è eseguibile unicamente qualora sia accertata e certificata una patologia causa irreversibile di sterilità o infertilita’. Possono far ricorso all’eterologa coniugi o conviventi di sesso diverso, maggiorenni, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi
  • Sono candidabili come donatrici: donne che in modo spontaneo e altruistico decidono di donare i propri gameti e non si stanno sottoponendo ad un trattamento di fecondazione assistita a loro volta (avvertite preventivamente dei rischi);donne che si stanno sottoponendo ad un trattamento di fecondazione assistita a loro volta; donne che hanno congelato gameti in passato e non volendo utilizzarli decidono di donarli
  • E’ garantito l’anonimato. I dati clinici del donatore potranno essere resi noti al personale sanitario solo in casi straordinari, per eventuali problemi medici della prole, ma in nessun caso alla coppia ricevente. Di conseguenza non è consentito impiegare ovuli di un familiare (es. sorella) o di una donatrice nota alla ricevente (es. amica)
    • Le cellule riproduttive di un medesimo donatore non potranno determinare più di 10 nascite. Tale limite può essere derogato nei casi in cui una coppia, che abbia già avuto un figlio tramite eterologa, intenda sottoporsi nuovamente a tale pratica utilizzando le cellule del medesimo donatore
    • non potrà esistere una retribuzione economica per i donatori, né potrà essere richiesto alla ricevente contributo alcuno per i gameti ricevuti. Non si escludono forme di incentivazione alla donazione di cellule riproduttive in analogia con quanto previsto per donazione di altre cellule.

 

Anche per la ricevente è previsto un percorso diagnostico preliminare per valutarne l’accessibilità al trattamento:

  1. Verifica dello stato generale di salute
  2. Verifica di tutte quelle condizioni incompatibili con la somministrazione di una terapia ormonale
  3. Studio ed esclusione di condizioni cliniche incompatibili con la gravidanza
  4. Valutazione di fattori predisponenti al mancato impianto o all’aumento delle possibilità di aborto
  5. Profilo psicologico

 

L’età della ricevente a parità di condizioni cliniche non costituisce un fattore limitante i risultati.

Dal momento in cui le condizioni di salute di donatrice  e  ricevente confermano la fattibilità del trattamento si procede ad elaborare la strategia terapeutica per entrambe.

Qualora si decidesse di fecondare gli  ovuli il giorno stesso del loro prelievo dalla donatrice (“a fresco”), sarà necessario sincronizzare l’ovulazione della donatrice con l’ottimale fase di crescita endometriale nella ricevente. Nel caso in cui il trattamento venga effettuato invece utilizzando ovuli crioconservati, non sarà necessaria alcuna sincronizzazione e la terapia ormonale per la preparazione dell’utero seguirà il ciclo mestruale della ricevente.

Generalmente consigliamo,nel caso in cui si tratti di un primo approccio a questo tipo di tecnica,di trasferire un massimo di 2 embrioni di qualità eccellente poiché nel 20% dei casi si instaura una gravidanza gemellare.

L’efficienza di questa tecnica,sulla base dei risultati ottenuti a Raprui dopo i primi sei mesi di attività clinica (luglio 2014-dicembre 2014) è pari all’istaurarsi  di una gravidanza clinica circa nel 65% dei casi con una possibilità di aborto del primo trimestre di circa il 15%. Nonostante la buona qualità degli ovuli impiegati contribuisca a minimizzare le problematiche embrionali, soprattutto di tipo genetico,è importante segnalare che le  gravidanze ottenute con l’ovodonazione necessitano,come tutte le altre, di un percorso completo di diagnosi prenatale per la verifica delle condizioni di salute del nascituro.

 

ACCESSO ED ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO 

-La coppia si presenta per una consulenza di infertilità da cui emerge la necessità di una tecnica di fecondazione assistita eterologa.

– Si procede alla ricerca di  una donatrice compatibile in base alle caratteristiche esposte in precedenza.

A causa del limitata disponibilità di donatrici e di tempistiche certe riguardo la fattibilità della procedura, alcuni pazienti ritengono opportuno rivolgersi a Centri di fecondazione assistita all’estero per avere gameti crioconservati disponibili da trasferire qui in Italia, ed impiegarli dopo scongelamento per effettuare la tecnica.

In questo ultimo caso:

-La coppia contatta personalmente il Centro richiedendo disponibilità di gameti e disponendone il trasferimento presso il Centro Raprui (sulla richiesta del paziente e’ specificato che gli ovociti richiesti servono per  uso personale)

-Il Centro estero conferma la disponibilità a fronte di un compenso per la loro prestazione professionale  professionale a carico della coppia (per eterologa femminile:farmaci,analisi,ecografie,prelievo ovocitario,crioconservazione;per eterologa maschile analisi e crioconservazione ) ed invia a Raprui un modulo apposito da compilare e rinviare a loro firmato da un nostro responsabile.

In alcuni casi la coppia ha già eseguito una tecnica eterologa all’estero ed esprime l’ intento di portare in Italia gli embrioni  ottenuti all’estero.

In tal  caso:

-La coppia contatta personalmente il Centro richiedendo e  disponendo il trasferimento dei loro embrioni presso il Centro Raprui

-Il Centro estero conferma disponibilità al trasferimento ed invia a Raprui un modulo apposito da compilare e rinviare a loro firmato da un nostro responsabile

Il trasporto del materiale biologico avviene per mezzo di corrieri specializzati è gestito tramite contatto tra il Centro estero e Raprui (per gli accordi riguardanti la consegna e la documentazione necessaria per poter accettare presso di noi il materiale in trasferimento),come avviene di prassi per qualunque trasferimento di materiale biologico qui in Italia.Il trasporto è a carico della coppia.

Il materiale giunge presso la nostra sede, viene collocato in criocontenitori dedicati e registrato nel database del Centro (sezione Registro Congelati) come pure sugli appositi registri cartacei.

 

FASI DEL TRATTAMENTO OVODONAZIONE

a)      Induzione della crescita dello spessore endometriale mediante la somministrazione di appositi farmaci;

b)      Controllo della risposta alla terapia mediante indagini ecografiche ed eventuali dosaggi ormonali seriati;

c)       Preparazione del campione del liquido seminale del coniuge (o compagno) mediante adatte tecniche di capacitazione;

d)      Fertilizzazione in vitro degli ovociti ricevuti in donazione, con gli spermatozoi del coniuge (o del compagno) in base alle norme vigenti (19 febbraio 2004, nr. 40 e Sentenza Corte Costituzionale 09 aprile 2014);

e)      Trasferimento in utero degli embrioni derivanti dalla fecondazione.

f)       Crioconservazione (vetrificazione) degli embrioni ottenuti in caso di:

–      insorgenza di gravi complicazioni di salute che rendono il trasferimento non eseguibile

–      esubero di embrioni idonei al trasferimento

 

Qualora si decidesse di fecondare gli  ovuli il giorno stesso del loro prelievo dalla donatrice (“a fresco”), sarà necessario sincronizzare l’ovulazione della donatrice con l’ottimale fase di crescita endometriale nella ricevente.

Nel caso in cui il trattamento venga effettuato invece utilizzando ovuli donati crioconservati o embrioni crioconservati derivanti da altre tecniche eterologhe eseguite in, non sarà necessaria alcuna sincronizzazione e la terapia ormonale per la preparazione dell’utero seguirà il ciclo mestruale della ricevente.