Blog / 30.06.2020

Esame tube chiuse, cos’è, come si esegue e come prepararsi

L'esame delle tube chiuse è uno dei test preliminari che si esegue in caso di sospetta sterilità di una coppia e nello specifico della donna. Se a causa di alcuni motivi infatti (come ad esempio l'endometriosi) le tube di Falloppio sono ostruite, una gravidanza diventa impossibile perché è in questa sede che il gamete femminile (ovulo) scende dalle ovaie per incontrarsi con quello maschile (spermatozoo).

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Come si esegue l'esame delle tube chiuse

Gli esami per valutare la pervietà tubarica sono sostanzialmente 2: l'isterosalpingografia e la sonoisterosalpingografia. Sono diversi tra loro sia per tecnica che per invasività. Scegliere uno piuttosto che l'altro spetta al medico ginecologo, ma spesso viene tenuta in considerazione anche l'opinione della paziente in quanto non sempre è in grado di tollerare il fastidio/ dolore dell'isterosalpingografia. Per tali indagini per la fertilità è sempre fondamentale rivolgersi ad un centro qualificato. Questa indagine può comunque aiutare ad eliminare lievi ostruzioni delle tube. Ma quali sono le differenze tra questi 2 test? Vediamo nel dettaglio.

Cos'è l'isterosalpingografia ?

L'isterosalpingografia (o HSG) è una procedura a raggi X che viene impiegata per visualizzare l'interno dell'utero e delle tube di Falloppio, ed in particolare per valutare la pervietà di queste in caso di sospetta sterilità femminile. È usata anche per controllare forma e dimensioni dell'utero, nonché dopo intervento di chiusura delle tube per sterilizzazione volontaria e chirurgica. Non è possibile farla in caso di gravidanza in corso, infezione pelvica o sanguinamento uterino al momento del test. L'isterosalpingografia si esegue solitamente in un ospedale, clinica o ambulatorio medico specializzato, nella prima metà del ciclo mestruale. Non richiede una particolare preparazione, ma lo specialista può consigliare l'impiego di un analgesico. È una procedura relativamente dolorosa. Viene iniettato un mezzo di contrasto attraverso la cervice uterina. Se non ci sono ostruzioni, questo fluido uscirà dalle tube per essere poi assorbito dall'organismo, mentre in caso di mancata pervietà indicherà il punto preciso. Può essere dolorosa perché bisogna sviluppare una pressione importante per spingere il liquido del mezzo di contrasto nelle tube: durante questo passaggio inoltre si possono incontrare dei piccoli tappi proteici, delle concrezioni che il mezzo di contrasto spinge e tante volte aiuta ad eliminare, però è chiaro che si tratta di un meccanismo doloroso. Dopo la procedura è possibile avere un leggero sanguinamento vaginale, crampi, sensazione di svenimento e mal di stomaco.

Sonoisterosalpingografia

È sicuramente meno invasivo, non impiega un mezzo di contrasto, ma sostanze ecograficamente riflettenti iniettate attraverso un sottile catetere. Il principio di osservazione è dunque lo stesso dell'isterosalpingografia, ma con una tecnica diversa, basata su un'ecografia anziché su raggi X. È per tali motivi anche meglio tollerato dalle pazienti. Il fluido aiuta a mostrare maggiori dettagli rispetto all'impiego degli ultrasuoni da soli. Anche questa procedura si esegue in ospedale, clinica o in un ambulatorio ostetrico ginecologico. Oltre che per la pervietà tubarica viene impiegata per la diagnosi di sanguinamento uterino anomalo e aborti spontanei ripetuti. Tale esame ecografico viene svolto a vescica vuota ed è caratterizzato da 3 fasi: un'eco transvaginale, l'inserimento del fluido ecoriflettente all'interno dell'utero ed un nuovo esame ecografico. Il percorso del fluido attraverso le tube di Falloppio informa circa la loro pervietà. Dopo la procedura è possibile che si manifestino piccoli crampi, spotting e perdita della sostaza liquida. La maggior parte delle donne è in grado di tornare a casa subito e riprendere le normali attività.

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