Blog / 14.07.2020

Prelievo ovocitario, come avviene

Come avviene il prelievo ovocitario? Di quale preparazione c'è bisogno? E' doloroso? Pericoloso? Tale pratica è un passaggio necessario in caso di alcune procedure di procreazione medicalmente assistita. E' relativamente semplice e priva di rischio o effetti collaterali se eseguita da professionisti in un centro per la fertilità qualificato. Ecco nel dettaglio cosa occorre sapere.

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Prelievo ovocitario, quando e perché si fa

In genere le donne si sottopongono a prelievo di ovociti per 3 diversi motivi:

  • Per un trattamento per la fertilità che prevede una fecondazione in vitro
  • Per congelare le uova quando non sono pronte o in grado di avere un bambino (è il caso ad esempio di donne molto giovani che vengono sottoposte a chemioterapia incompatibile con una gravidanza), ovvero per un uso futuro.
  • Per donare ovuli ad una coppia infertile.

Qualunque sia il motivo la procedura è sempre la stessa e di solito avviene dopo una preparazione effettuata con dei farmaci, nota come stimolazione ovarica

Come si fa

Il prelievo si esegue chirurgicamente in una struttura idonea e qualificata, ovvero in un centro per la fertilità. La paziente è sottoposta ad una lieve sedazione della durata di circa 10 minuti, tempo utile per completare la procedura. Sotto guida ecografica, attraverso una sonda transvaginale dotata di un ago, si raggiungono le ovaie e qui i follicoli presenti, frutto della stimolazione precedentemente avvenuta e monitorati per la maturità. Questi vengono penetrati, bucati dall'aghetto, al fine di aspirare il liquido follicolare interno, che contiene gli ovociti. Questo sarà poi inserito in una provetta per il controllo al microscopio in laboratorio e l'eventuale suo trattamento. In tal modo si riescono ad avere a disposizione più ovuli utili alla fecondazione, rispetto a quello che si sviluppa in modo naturale, ovvero solitamente uno al mese, con l'ovulazione. Con un prelievo ovocitario è possibile recuperare in media anche 15-20 uova, l'80 % delle quali vitali e dunque utili allo scopo. Dopo il prelievo è consigliato il riposo: sotto controllo nel centro per la fertilità per un paio di ore e poi a casa. Dopo 24 ore la donna può tornare alle sue normali attività. Il tutto per ridurre al minimo gli eventuali effetti collaterali. Tra questi, gonfiore, crampi ed una sorta di indolenzimento, come quelli che si hanno durante il ciclo mestruale. Può capitare anche un lieve spotting. Il tutto può perdurare qualche giorno. Più alto è il numero dei follicoli aspirati, maggiore è la possibilità di avere fastidio, anche più intenso. Non servono punti di sutura e non rimangono cicatrici in quanto si passa dal canale vaginale.

Prelievo ovocitario, i rischi

E' possibile che si verifichino lievi emorragie, dovute alla rottura di piccoli vasi sanguigni presenti nelle ovaie, nonché infezioni. Di solito per scongiurare queste ultime si esegue preventivamente un tampone vaginale, per verificare che non ve ne siano di preesistenti ed in caso di positività si procede al trattamento. In alcuni centri anche con tampone negativo si esegue una profilassi antibiotica. In entrambe i casi si tratta comunque di eventi rari, con percentuali inferiori all'1 %. Fatta da un professionista esperto, questa procedura è considerata sicura.

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