/ 27.07.2020

Dopo 12 tentativi sono riusciti dove altri hanno fallito

La nostra è una storia molto lunga, cominciata nel 2014 quando per problemi di azoospermia di mio marito ci siamo dovuti confrontare con le prime difficoltà. Fatte le ricerche e le indagini del caso abbiamo tentato, senza successo, un’operazione per liberare i canali in cui passano gli spermatozoi. Abbiamo ritentato in un altro centro, l’operazione è andata a buon fine ma in realtà il problema meccanico è rimasto.

Ci restava la strada della fecondazione assistita. Premetto che ho fatto 12 inseminazioni, credo sia un record. Cinque ICSI in un centro convenzionato in Toscana, senza ottenere risultati anche con transfer a blastocisti, altrettante in un centro a Roma con un solo esito positivo finito però in aborto spontaneo.

Lo sforzo economico sostenuto fino a quel momento era stato enorme, aggravato anche dalla lunghissima fila di insuccessi. Come ultima spiaggia ci siamo dati la possibilità di andare da Raprui, clinica in cui la mia amica aveva crioconservato gli ovuli e avuto un figlio. Confrontando la sua storia con tutte le mie sofferenze dovevamo concederci questa ultima occasione.

Ero stremata dai farmaci presi in tutti quegli anni tanto che ai pick-up con la dottoressa Antinori avevo prodotto pochi ovuli. Su suo consiglio abbiamo aspettato un pochino affinché mi riprendessi. Al secondo transfer, dopo una diagnosi preimpianto, il miracolo tanto atteso: due gemelli! La nostra tenacia è stata premiata, ma potendo tornare indietro farei tutto diversamente e direttamente con il centro giusto.

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