/ 29.01.2021

La luce dopo un periodo buio

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Sono rimasta incinta naturalmente, ma per due volte ho avuto aborti spontanei. Per capire quale fosse il problema siamo partiti con una serie di accertamenti. Ci siamo rivolti e fidati di un centro di Roma ma è andato tutto malissimo: sia nell’approccio che nella gestione del nostro caso.

Ricevevamo poche spiegazioni e nei tre tentativi falliti in un anno è accaduto anche un imprevisto spiacevole: dopo l’ennesima stimolazione ormonale sono arrivati tardi al pick-up degli ovociti vanificando la terapia. L’errore umano ci può stare, ma è stato ammesso solo dopo molto tempo e questo ha fatto venire meno ogni tipo di fiducia in loro.

Solo a luglio 2019 abbiamo conosciuto la clinica RAPRUI grazie a una conoscenza che a quel tempo era in dolce attesa. Anche lei aveva alle spalle un percorso lungo, difficile, presso altri centri e alla clinica RAPRUI aveva trovato la soluzione al suo problema. Siamo stati confortati dalle sue parole in un momento che per noi era estremamente buio, quindi oggi per me è quasi una necessità rendere questa testimonianza e incoraggiare altre coppie che affrontano il percorso di PMA spesso nell’incertezza più totale.

Ci siamo rivolti alla dottoressa Monica Antinori per un consulto e fin dal primo giorno abbiamo trovato un approccio serio e professionale. Dopo averci ascoltato con attenzione ci ha prospettato le varie possibilità con estrema chiarezza. Una chiarezza di cui avevamo proprio bisogno visti i nostri precedenti. Infatti c’era un ostacolo oggettivo e ho dovuto fare un intervento di miomectomia per la rimozione di fibromi uterini che si erano ingranditi dopo le terapie ormonali.

All’età di 44 anni un tentativo con l’omologa si poteva fare ma le probabilità di successo che si prospettavano erano molto basse, il 5%. Ci siamo fermati un attimo, per riflettere, e abbiamo optato per un percorso di fecondazione eterologa nel corso del quale siamo stati presi per mano e accompagnati con estrema umanità da tutta l’equipe del centro RAPRUI. Abbiamo mosso un passo dopo l’altro con cognizione di causa e piena fiducia fino al raggiungimento dell’obiettivo al primo tentativo. Su 8 ovuli da donatrice hanno ottenuto due ottime blastocisti e una di queste è andata avanti.

Credo che in questo centro non si sia considerati un numero ma persone che vivono un momento delicato della loro vita. Non abbiamo trovato barriere tra personale sanitario e pazienti ma sempre un grande rispetto e tanta empatia. Oggi stringiamo tra le braccia la nostra piccola grande gioia, pensiamo già a darle un fratellino o una sorellina. Saremo eternamente grati ai medici del centro RAPRUI e li porteremo sempre nel cuore.

 

Foto di repertorio

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