/ 03.08.2020

Un’iniezione di fiducia

Ci siamo rivolti al centro RAPRUI dopo svariati tentativi andati tutti male. Prima di allora non si era mai accesa la speranza di una positività. Arrivavo da esperienze in diverse strutture, dal centro convenzionato a Firenze fino alla consulenza di una dottoressa che si appoggiava in una clinica privata di Roma. Infine il tentativo in un ospedale, ma ho subito abbandonato il percorso perché era chiaro che non sarei stata seguita con l’attenzione che desideravo.

È stato assolutamente sconfortante. Intorno ai 33 anni avevo deciso di provare la fecondazione assistita, ma alla fine questa sfida è durata ben 10 anni. Avevo pochi ovuli ma tutti questi medici mi dicevano che erano perfetti. In totale mi sono sottoposta a 3 IUI, inseminazioni intrauterine fatte anche con accanimento a distanze brevissime l’una dall’altra, e 2 fecondazioni che non hanno mai superato il transfer. Ero provata da tutti questi fallimenti anche per i tanti, tantissimi soldi spesi.

Arrivata da RAPRUI, incoraggiata da un familiare, l’incontro con la dott.ssa Monica Antinori e il dott. Cerusico è stata una vera iniezione di fiducia. Mi hanno aperto degli spiragli. Al primo tentativo avevo ottenuto una gravidanza, interrotta purtroppo a 8 settimane, ma era il segnale positivo che aspettavo da una vita. Al secondo tentativo, ormai 43enne, mi consigliano di proseguire con un’eterologa (ovodonazione) ed è così che siamo diventati genitori.

Al di là del risultato è stato l’unico centro che mi ha curata a trecentosessanta gradi, con attenzione al dettaglio anche sulla dieta da seguire fin dall’inizio del trattamento. Hanno visto bene dove era il problema a livello clinico e a livello psicologico. Anche lo staff, dai biologi alla segreteria, da ognuno ci siamo sentiti presi per mano e guidati lungo il cammino. Grazie a tutto il centro RAPRUI che continua a far parte della nostra vita… una famiglia a distanza.

 

Foto di repertorio

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