Il trasferimento di embrioni crioconservati per un percorso di PMA (Procreazione Medicalmente assistita) da un centro all’altro è possibile, ma seguendo specifiche procedure dettate dalla normativa vigente, al fine di garantire la sicurezza del materiale biologico stesso. Può capitare infatti che una coppia inizi un iter in una struttura, ma decida di concluderlo altrove, per l’embryo transfer, in una più vicina alle personali esigenze del momento o che sia in grado di offrire un’assistenza specifica. Il tutto richiede un’attenta collaborazione tra i due centri, di provenienza e di destinazione. L’obiettivo è quello di garantire la tracciabilità, la sicurezza e la conservazione delle caratteristiche biologiche degli embrioni durante tutte le fasi del trasporto. Conoscere questi passaggi permette ai futuri genitori, di affrontare tale scelta con maggiore serenità. Ecco come funziona.

Embrioni crioconservati, come, quando e perché
La crioconservazione è una tecnica che permette di conservare gli embrioni (ma anche ovociti e spermatozoi) a temperature estremamente basse, generalmente in azoto liquido a circa -196 °C, mantenendone la vitalità, in vista di un utilizzo futuro, sul breve o lungo termine. A tale scopo, tra le tecniche più utilizzate c’è la vitrificazione, un metodo di congelamento rapido che limita la formazione di cristalli di ghiaccio, potenzialmente dannosi per le cellule. Perché è utile la crioconservazione? In quali casi si utilizza? In Italia, la legge 40 sulla PMA e successive modifiche, regolamenta anche l’accesso a tale procedura. Inizialmente sussisteva l’obbligo di impiantare in utero tutti gli embrioni ottenuti con la fecondazione assistita. Con una sentenza di Cassazione, tale limite è successivamente decaduto, anche per evitare i rischi connessi alle gravidanze gemellari e di fatto si è aperta la strada alla crioconservazione degli embrioni, su scelta della coppia: questi ora possono essere conservati per un utilizzo futuro, quando ad esempio si vorranno altri figli, o nel caso il primo tentativo non vada a buon fine. Non solo. La crioconservazione permette di rimandare il transfer laddove lo specialista ne rilevi la necessità, per motivi clinici, come in caso di un endometrio non pronto. Per tale motivo, ogni centro che si occupa di fecondazione assistita deve essere attrezzato per la conservazione degli embrioni, secondo normativa.
Impiego embrioni crioconservati, in quali casi è possibile?
È importante sottolineare questo aspetto: dopo una FIVET o un’ICSI, gli embrioni ottenuti possono essere crioconservati, per un utilizzo futuro, laddove ad esempio siano in sovrannumero o in attesa di condizioni cliniche più favorevoli al transfer. Questi potranno essere dunque impiegati quando lo specialista individuerà le condizioni migliori nella donna, per un eventuale nuovo tentativo, se il primo fallisce, o nel futuro, per avere un secondo figlio dopo una gestazione andata a buon fine. E nel caso non si utilizzassero? Che fine fanno? Assolutamente non possono essere donati ad altre coppie e neppure alla scienza per studi! Quando una coppia firma il consenso alla crioconservazione, si impegna all’impiego futuro e se questo per vari motivi non avviene, poiché gli embrioni non possono neanche essere distrutti, rimangono presso la struttura dove è avvenuta la crioconservazione, a tempo indeterminato. A prescindere da questo, il loro utilizzo futuro richiede una valutazione medica approfondita e personalizzata, che tenga conto della storia clinica, delle condizioni di salute della donna, delle caratteristiche degli embrioni e della documentazione relativa al percorso precedente.
Trasferimento embrioni crioconservati tra diversi centri, la procedura
Quando tra la fecondazione assistita ed il trasferimento in utero dell’embrione passa del tempo, grazie alla crioconservazione, le esigenze della coppia possono cambiare. Può quindi capitare di trovare un nuovo centro per la PMA, magari più vicino a casa, o con professionisti che stimolano una maggiore fiducia ed apprezzamento. Da qui la necessità del trasferimento degli embrioni da una struttura all’altra. Anche questo passaggio è regolato dalla normativa vigente sulla “movimentazione di materiale biologico”, per ovvi motivi di sicurezza, su più fronti. Queste, in sintesi, le fasi della procedura:
- La coppia esprime per iscritto la volontà del trasferimento da un centro all’altro.
- La struttura richiedente ha l’obbligo di controllare tutta la documentazione necessaria, ovvero il percorso di PMA precedente, il consenso dei soggetti da cui provengono i gameti che hanno originato l’embrione (anche in caso di eterologa), quello alla crioconservazione e all’utilizzo futuro.
- Il centro ricevente inoltra la richiesta a quello conservante, secondo le procedure legali ed amministrative. Tale passaggio richiede un’attenta collaborazione tra le due strutture.
- Effettuate le verifiche del caso, le strutture organizzano le modalità ed i tempi del trasporto, predisponendo la documentazione necessaria alla tracciabilità. Altresì si impegnano a adottare criteri idonei a preservare la qualità e la sicurezza del materiale biologico.
Trasferimento embrioni crioconservati, il trasporto in sicurezza
Il trasporto degli embrioni crioconservati è una fase particolarmente delicata. Per legge, deve essere effettuato da operatori specializzati ed autorizzati, secondo procedure stabilite e documentate. Il materiale biologico va trasferito in dispositivi criogenici adeguati, basati sulla tecnologia a vapori di azoto, progettati appositamente, per mantenere la temperatura estremamente bassa ed inalterata, durante il tragitto. La movimentazione deve inoltre garantire la corretta identificazione dei campioni, la tracciabilità, la protezione del materiale biologico e il rispetto delle condizioni previste dalle procedure di sicurezza. All’arrivo, spetta al centro ricevente controllare tutta la documentazione prima di pianificare il trasferimento in utero, e prendere in carico gli embrioni. Affrontare questo percorso con il supporto di professionisti esperti permette di ridurre le incertezze e vivere ogni passaggio con maggiore consapevolezza, anche per ridurre tutte le ansie del caso. La clinica per la fertilità Raprui accompagna le coppie nei percorsi di PMA, offrendo attenzione alle esigenze individuali, supporto medico e informazioni chiare su tutte le procedure, compresa questa. Per saperne di più circa il trasferimento di embrioni crioconservati da altri centri e soddisfare il proprio desiderio di genitorialità, in caso di infertilità è possibile contattare la struttura e richiedere una prima visita. Qui tutti i contatti.




