L’eterologa è una tecnica di PMA sicura? Che garanzie ci sono che il donatore sia veramente sano, senza infezioni o malattie genetiche trasmissibili? Quali controlli vengono effettuati prima di utilizzare i gameti provenienti da una persona estranea alla coppia e rigorosamente anonima? E come vengono tutelate la privacy e la sicurezza dei futuri genitori e del bambino? Queste sono solo alcune delle domande che le coppie infertili si pongono comunemente quando viene proposto loro il ricorso alla fecondazione eterologa. Conoscere le risposte può aiutare a superare tante ansie ed i numerosi blocchi psicologici che possono sussistere. In Italia, la donazione di gameti è regolamentata da precise normative nazionali ed europee, che prevedono rigorosi criteri di selezione dei donatori, ma anche specifiche procedure finalizzate a garantire qualità, sicurezza e tracciabilità delle cellule riproduttive. Tra queste una iniziale valutazione clinica della persona che offre volontariamente e gratuitamente ovuli o spermatozoi, con una approfondita anamnesi, esami di laboratorio ed eventuali approfondimenti genetici, oltre che psicologici. Ecco tutto quello che occorre sapere al riguardo.

Sicurezza nell'eterologa: quali sono i controlli e gli screening sui donatori

Screening infettivologico dei donatori: quali malattie vengono ricercate?

Tra i controlli e gli screening che vengono effettuati per la selezione dei donatori di gameti maschili e femminili un rilievo particolare viene dato alle infezioni trasmissibili. La normativa italiana prevede test specifici per escludere:

  • HIV
  • Epatite B (HBV) e C (HCV)
  • Sifilide
  • Citomegalovirus (CMV),
  • Clamidia
  • HTLV (virus linfotropo delle cellule T umane)

Per i donatori uomini sono previsti anche spermiocoltura e urinocoltura, con valutazione di Neisseria Gonorrhoeae e Micoplasma Hominis, Ureaplasma Urealyticum. Per le donne, tamponi vaginali, per gli stessi obiettivi di ricerca, nonché pap-test e mammografia eseguiti negli ultimi 12 mesi. Sono inoltre escluse dalla donazione le persone con un’attività lavorativa che presenti un elevato rischio di esposizione a radiazioni o a sostanze chimiche, nonché quelle con precedenti di alcolismo o dipendenza da sostanze stupefacenti.  L’obiettivo ovviamente è quello di ridurre il rischio di trasmissione di agenti infettivi attraverso i gameti, al futuro bambino e alla donna ricevente l’embrione.

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Screening genetico nella fecondazione eterologa: quali controlli vengono eseguiti?

Non solo infezioni. La sicurezza della fecondazione eterologa si basa anche sulla valutazione genetica, che ovviamente parte dall’anamnesi personale e familiare del donatore. Quali indagini vengono effettuate in tal caso? Il cariotipo, e poi test per specifiche condizioni ereditarie, come la fibrosi cistica ed altri individuati dall’anamnesi, dall’origine geografica o etnica e dai protocolli del centro. In questo caso la medicina riproduttiva attuale, nonostante i grandi passi fatti, non è in grado di escludere totalmente i rischi di trasmissione di malattie genetiche (non lo è la scienza in generale): un test negativo non significa che la persona sia in assoluto sana e priva di alterazioni cellulari trasmissibili di tipo diverso da quello ricercato. L’obiettivo è quindi quello di identificare condizioni rilevanti e ridurre i rischi attraverso una selezione accurata e appropriata. Per tale motivo, la valutazione deve essere inserita in un percorso medico complessivo, con un’attenta interpretazione dei risultati, al fine di tutelare la salute della coppia ricevente e del futuro bambino, per quanto la scienza oggi permetta di farlo, anche in caso di concepimento naturale o fecondazione omologa.

Selezione, anonimato e tracciabilità: come vengono tutelati coppia e bambino?

Oltre a questo aspetto meramente clinico, la selezione di un potenziale donatore di gameti, per legge, deve garantire altre tutele, per tutte le parti in causa. Nel nostro Paese la donazione deve essere volontaria e gratuita ed è effettuabile in particolari fasce d’età: dai 20 ai 35 anni per le donne e dai 18 ai 40 anni per gli uomini.  La sicurezza comprende anche la corretta gestione delle informazioni: la donazione è cioè anonima. La coppia non può conoscere l’identità del donatore. Tuttavia, il sistema italiano prevede strumenti di tracciabilità delle cellule riproduttive, dal donatore al nato e viceversa, e il conteggio dei nati ottenuti dalle cellule riproduttive di uno stesso donatore. Questi dati sono gestiti nell’ambito del Sistema Informativo Trapianti e del relativo Registro nazionale previsto per la PMA eterologa e sono consultabili, all’occorrenza, per casi di straordinaria utilità, secondo specifici iter normativi. Ciò significa inoltre che nonostante l’anonimato, alcuni dati (come il gruppo sanguigno e determinate caratteristiche fisiche) vengono impiegati anche nella selezione dei gameti, per stabilire la compatibilità con la coppia ricevente, ma sempre con una totale attenzione alla privacy.

Sicurezza della fecondazione eterologa: il ruolo del centro PMA

Sottoporsi ad un percorso di fecondazione eterologa significa quindi affidarsi a un sistema di sicurezza e controlli che coinvolge la selezione del donatore con screening infettivologico e genetico, valutazione clinica, conservazione dei gameti e tracciabilità. Una parte determinante però di questo iter riguarda anche i vari centri che raccolgono, trattano e conservano queste cellule riproduttive: anche loro, per essere autorizzati dal Ministero della salute devono rispettare specifici requisiti di qualità e sicurezza e sono sottoposti ai controlli previsti dal sistema sanitario. La lista delle strutture certificate è reperibile sul sito web dedicato, del Registro Nazionale PMA. Tra queste c’è Raprui, eccellenza italiana che da anni opera nel settore. Le coppie, qui, vengono accompagnate nel percorso dell’eterologa, maschile e femminile, con un approccio multidisciplinare, personalizzato e caratterizzato da ascolto e trasparenza, con informazioni chiare in tutti i passaggi, compreso quello della sicurezza dei gameti. Cliccare qui per prenotare una consulenza.

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