Quali sono le cause di un aborto ripetuto e quali rimedi? Per comprendere il tutto bisogna partire dalla definizione di aborto spontaneo. Con tale termine si indica la cessazione di una gravidanza per motivi fisiologici, prima che il feto sia vitale, o comunque in genere entro le prime 20 settimane di gestazione. È un evento piuttosto frequente (avviene in circa il 10-15% dei casi, dopo un test positivo) e oltre l’80% si manifesta nel primo trimestre. Solitamente si tratta di episodi isolati, ma in alcune donne può capitare consecutivamente, creando sofferenza ed ansia in relazione alle possibilità di diventare madre.

Le coppie che vivono questa esperienza, infatti, spesso si trovano ad affrontare non solo un trauma emotivo, ma anche l’incertezza su cosa non stia funzionando nel loro percorso riproduttivo. In tali contesti si parla di aborto ripetuto o poliabortività. Per questo motivo è fondamentale comprendere le possibili cause — molte delle quali sono identificabili e, spesso trattabili — per aumentare le probabilità di ottenere in futuro una gravidanza a termine. Scopriamo insieme le più comuni.

Cause di aborto ripetuto: analisi, trattamenti e rimedi

Cos’è l’aborto ripetuto

Il termine “aborto ripetuto” o “recurrent pregnancy loss” (RPL, perdita gestazionale ricorrente) indica la presenza di due o più aborti spontanei consecutivi oppure, secondo altri criteri, tre o più perdite in totale. Il susseguirsi di tale evento non significa necessariamente una consecuzione: può trattarsi infatti anche di episodi distribuiti nel tempo, con nascite riuscite in mezzo. Identificando e laddove possibile, trattando la causa sottostante, è possibile aumentare le probabilità di una gravidanza a termine e mettere al mondo un bimbo sano.

Le cause dell’aborto ripetuto

Ma quali sono dunque le cause di poliabortività? Sono numerose e varie, talvolta complesse perché riconducibili a più fattori. L’origine del problema può essere individuata nella genetica, nella struttura dell’utero, in alterazioni dell’equilibrio ormonale, nel sistema immunitario o nello stile di vita. Ecco le più frequenti, suddivise per categoria.

  • Cause genetiche e cromosomiche. Il più delle volte gli aborti spontanei sono dovuti ad anomalie cromosomiche dell’embrione: può capitare al momento del concepimento che si sviluppi casualmente una trisomia o una monosomia, incompatibili con la vita, o che uno dei genitori sia portatore di un’anomalia genetica silente che abbia lo stesso effetto. L’età materna avanzata rappresenta un ulteriore fattore che aumenta il rischio di anomalie cromosomiche e dunque di aborto, a causa della scarsa qualità degli ovociti, ma questo può capitare in determinate condizioni anche con gli spermatozoi. Quando la causa è genetica, è possibile proporre esami specifici (cariotipo dei genitori, analisi genetica dell’embrione) per indirizzare la coppia verso la soluzione più adeguata.
  • Cause anatomiche e uterine. Anomalie della struttura dell’utero possono interferire con l’impianto o lo sviluppo dell’embrione, rendendo la gravidanza instabile. Tra queste troviamo: utero setto, utero bicorne, malformazioni congenite o esiti di patologie/acquisizioni che alterano la cavità uterina. Un ruolo negativo può essere giocato anche da fibromi, polipi, aderenze ed alterazioni della cervice (come in caso di insufficienza cervicale). La diagnosi si effettua con ecografie, isteroscopia, isterosalpingografia o altri test di imagining della cavità uterina. Il più delle volte si tratta di condizioni facilmente identificabili e trattabili.
  • Cause ormonali e metaboliche. Alterazioni del sistema endocrino possono compromettere la gravidanza ed essere frequentemente associate a poliabortività. È il caso della scarsa produzione di progesterone nella fase luteale (essenziale per il mantenimento dell’impianto e lo sviluppo iniziale dell’embrione); è frequente in presenza di PCOS (Sindrome dell’ovaio policistico) che comporta squilibri ormonali, ovulazioni irregolari o assenti, ma anche alterata sensibilità insulinica e quindi un aumentato rischio di perdita gestazionale. Anche malattie tiroidee quali l’ipotiroidismo o l’ipertiroidismo non trattati, o la presenza di autoanticorpi tiroidei, possono interferire con l’impianto o lo sviluppo embrionale. Da non trascurare il diabete ed altri disturbi metabolici, che possono compromettere la preparazione ideale dell’ambiente uterino, necessario alla capacità di sostenere una gravidanza.
  • Cause immunologiche e trombofiliche. Il sistema immunitario materno gioca un ruolo delicato durante la gravidanza: deve accettare l’embrione — che è “diverso” — senza attaccarlo come un corpo estraneo. In alcuni casi questa tolleranza si altera: il corpo reagisce al feto con difese immunitarie, oppure è presente un disturbo della coagulazione che impedisce una corretta emodinamica uterina; esempio ne è la Sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APS), un disturbo autoimmune che aumenta il rischio di coaguli sanguigni e può ostacolare l’irrorazione placentare ed indurre aborto ripetuto.
  • Infezioni, malattie croniche e fattori ambientali / di stile di vita. Virus, batteri, diabete, patologie renali, cardiache o autoimmuni, ma anche l’esposizione a tossine ambientali possono aumentare il rischio di perdita gestazionale. Lo stesso può accadere con abitudini malsane come il fumo, l’abuso di alcol, la cattiva alimentazione, l’obesità o l’eccessiva magrezza, eccesso di caffeina, stress. Sono tutte situazioni in grado di influenzare negativamente in modo diretto ed indiretto la capacità di portare avanti una gravidanza.

Va infine evidenziato come nel 40-50% dei casi di aborto ripetuto non si riesce a identificare una causa precisa. Si parla in tali frangenti di poliabortività  inspiegata o idiopatica.

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Le analisi e gli approfondimenti diagnostici

Per cercare di comprendere la causa di aborti ripetuti, è necessario un percorso diagnostico completo e multidisciplinare che comprende spesso i seguenti test:

  • Cariogramma (cariotipo) dei genitori, per verificare eventuali anomalie cromosomiche, traslocazioni e similari.
  • Analisi genetica del concepito (quando possibile): è un esame che si effettua sul tessuto abortito e serve a rilevare la presenza eventuale di aneuploidie o altre alterazioni.
  • Valutazione anatomica dell’utero, con ultrasuoni, ecografia 3D, isteroscopia o isterosalpingografia/sonosalpingografia, per cercare malformazioni uterine, fibromi, polipi, aderenze.
  • Esami ormonali e metabolici per valutare i livelli di ormone tiroideo (TSH, anticorpi tiroidei), progesterone, glicemia e sensibilità insulinica, prolattina ecc.
  • Screening per trombofilie e autoimmunità: anticorpi antifosfolipidi, anticoagulanti, lupus anticoagulante, anticorpi anticardiolipina, altri marcatori immunologici.
  • Valutazione dello stile di vita e fattori ambientali, con eventuali consigli su dieta, peso corporeo, consumo di alcol/sostanze, fumo, stress.

In molti centri specializzati, come Raprui, dopo due o tre aborti consecutivi, è possibile attivare un percorso diagnostico completo, che comprenda tutti questi aspetti e gli eventuali trattamenti.

Aborto ripetuto: trattamenti e possibili rimedi

Una volta stabilita la causa sottostante alla poliabortività, in base a questa è spesso possibile intervenire per massimizzare le probabilità di portare a termine una gravidanza. In caso di anomalie cromosomiche ereditarie (non casuali) ad esempio, può essere utile la fecondazione in vitro con una diagnosi genetica preimpianto (PGT), necessaria a selezionare embrioni “euploidi”, cioè con assetto cromosomico corretto. Per le malformazioni e anomalie uterine può invece essere proposta la chirurgia, spesso attraverso isteroscopia, in grado di ripristinare una cavità uterina favorevole all’impianto. In caso di alterazioni metaboliche e ormonali, potrà essere necessaria la somministrazione di terapie farmacologiche, mentre in presenza di sindrome da anticorpi antifosfolipidi (APS) o altre trombofilie/alterazioni della coagulazione, spesso vengono prescritti bassi dosaggi di aspirina e/o eparina in gravidanza, per ridurre il rischio di trombosi placentare e favorire un corretto flusso di sangue al feto. Per il resto sarà sempre importante correggere gli stili di vita sbagliati: mantenere un peso corporeo adeguato, seguire una dieta equilibrata, evitare fumo, alcol o sostanze tossiche, ridurre stress e garantire un buon equilibrio psico-fisico. E quando le cause non vengono identificate? Non significa effettivamente che sussista un problema concreto, ma solo che le conoscenze scientifiche attuali, seppur molto avanzate, non sono in grado di individuare un fattore specifico. In tali casi è consigliato alle coppie di seguire un approccio personalizzato ed integrato che tenga conto di tutti i fattori noti ed eventualmente il ricorso a tecniche di procreazione assistita con screening genetico.

Aborto ripetuto, a chi rivolgersi?

Affrontare l’aborto ripetuto richiede un supporto medico esperto, un approccio multidisciplinare e una grande sensibilità nei confronti del dolore — fisico ed emotivo — che accompagna ogni perdita di questo tipo. Presso la clinica Raprui è possibile avere tutto questo: un percorso diagnostico completo, un piano terapeutico su misura e soprattutto un supporto psicologico ed empatico, basato sull’ascolto, per affrontare il tutto con la dovuta serenità.  Qui tutti i contatti per un primo appuntamento.

 

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