Ricevere una diagnosi di infertilità ha un impatto difficile dal punto di vista psico-emotivo. La situazione diventa ancora più complessa, quando dopo un lungo iter diagnostico, tutto sembra rientrare nella norma, nonostante il concepimento continui a non arrivare. In pratica, non si riesce a trovare una causa evidente da trattare. In questi casi si parla di infertilità idiopatica, o inspiegata, una condizione che può generare grande frustrazione. In realtà, non aver identificato un problema, non significa che questo non esista: semplicemente gli strumenti diagnostici oggi a disposizione, non sono ancora in grado di trovare la causa concreta. medicina della riproduzione è un settore in continua evoluzione e, negli ultimi anni, le conoscenze scientifiche hanno permesso di comprendere meglio alcuni meccanismi biologici che fino a poco tempo fa rimanevano nascosti, anche se non tutti. Per tale motivo, è importante affidarsi ad un centro specializzato in fertilità, dotato di tecnologie diagnostiche avanzate, dove un team multidisciplinare sia in grado di effettuare una valutazione completa ed efficace della coppia, evitando diagnosi affrettate e individuando eventuali fattori che potrebbero essere sfuggiti durante gli accertamenti precedenti. Attenzione però. Anche quando si parla di infertilità idiopatica, la possibilità di avere un bambino esiste. Oggi si hanno a disposizione numerose strategie terapeutiche, con la PMA, che consentono di realizzare il desiderio di diventare genitori. È importante rivolgersi quindi a specialisti del settore, preparati ed aggiornati, e che operino in strutture all’avanguardia, così come affrontare tutto il percorso con consapevolezza e serenità. Ecco cosa occorre sapere al riguardo.

Infertilità idiopatica (inspiegata): le cause nascoste e le soluzioni terapeutiche

Infertilità idiopatica, cos’è

In medicina, quando si usa il termine idiopatico si fa riferimento ad una condizione in cui non è stato possibile individuare la causa con certezza.  Nel caso dell’infertilità, la diagnosi viene formulata quando, dopo almeno dodici mesi di rapporti sessuali regolari e non protetti (sei mesi nelle donne oltre i 35 anni), tutti gli esami eseguiti dalla coppia risultano sostanzialmente normali. È il caso in cui una donna ha una regolare ovulazione, tube pervie, cavità uterina senza anomalie, ed il partner maschile mostra parametri seminali nella norma; in ambedue non sussistono alterazioni ormonali, infezioni, malformazioni o altre patologie in grado di spiegare il mancato concepimento. Nonostante questo, la gravidanza continua a non arrivare. Tuttavia, non si tratta di casi rari: la diagnosi di infertilità idiopatica è una delle più frequenti nelle coppie che si rivolgono ai centri specializzati. Le stime internazionali, in linea con quelle italiane, parlano di circa il 10-15% della casistica, benché si ritenga che la cifra possa essere generalmente più alta, fino al 20-25%, se si considerano le coppie che non richiedono trattamenti di fecondazione assistita. Ciò non significa che una causa non sussista: semplicemente ad oggi non si è in grado di individuarla, nonostante i grandi progressi in questi decenni, che hanno comunque ridotto la casistica generale.  Attualmente è ad esempio possibile riconoscere alcune alterazioni che fino a poco tempo fa non venivano identificate. Questo dimostra quanto sia importante rivolgersi a centri altamente specializzati e costantemente aggiornati sulle più recenti innovazioni scientifiche, dotati anche di moderne tecnologie diagnostiche.

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Le possibili cause nascoste dell’infertilità idiopatica

Chiaramente le coppie si domandano in modo ansioso quale possa essere la causa reale nascosta sotto l’infertilità, ma lo fa anche la scienza. Perché la gravidanza non arriva nonostante gli esami risultano normali?  Nella maggioranza dei casi la risposta precisa a tale quesito risiede nella presenza di fattori estremamente complessi o multifattoriali, difficili da identificare con gli strumenti diagnostici tradizionali. La pratica clinica comunque spiega come l’età rappresenti un fattore determinante: anche in presenza di un buon numero di spermatozoi o ovociti, ad esempio, non è detto che la qualità di questi gameti sia ottimale; con l’avanzare dell’età diminuisce, sia nella donna che nell’uomo. Anche il processo di fecondazione può presentare difetti microscopici. Ovocita e spermatozoo possono essere normali, ma non riuscire a interagire adeguatamente al loro incontro; oppure si sviluppano embrioni non sani, destinati a non sopravvivere. La medicina riproduttiva sta approfondendo con studi mirati tutti questi aspetti ed altri. Un altro ambito oggetto di studio riguarda i fattori immunologici. In alcune coppie il sistema immunitario può interferire con il concepimento o con l’impianto embrionario, riconoscendo gli spermatozoi o l’embrione come elementi estranei, attaccandoli. Si tratta di eventi relativamente rari e ancora oggetto di ricerca, ma che possono contribuire a chiarire alcuni casi di infertilità inspiegata. Anche forme molto leggere o iniziali di endometriosi, difficili da individuare con gli esami standard, possono compromettere la fertilità alterando l’ambiente pelvico e i delicati meccanismi della fecondazione. Non va poi trascurato lo stile di vita: il tabagismo, il consumo regolare di alcolici, obesità o peso scarso, esposizione a sostanze inquinanti, alcune condizioni metaboliche e lo stress cronico possono ridurre le probabilità di riuscire a concepire un bambino, senza provocare alterazioni evidenti negli esami diagnostici.

Quali soluzioni per l’infertilità idiopatica?

Non bisogna perdere le speranze: in caso di infertilità idiopatica è ancora possibile raggiungere il sogno di genitorialità. Oggi infatti esistono numerose soluzioni, o meglio, percorsi terapeutici personalizzati che vengono scelti in base all’età della donna, alla durata della ricerca della gravidanza, alla storia clinica della coppia e agli eventuali fattori di rischio presenti. L’importante è affidarsi ad un centro di medicina riproduttiva qualificato e non ad un semplice ginecologo o andrologo, se pur di esperienza e professionalità. Spesso l’iter diagnostico si è ferma ai test di routine e per comprendere meglio la situazione occorre eseguire indagini di secondo livello, come test genetici, valutazioni più approfondite della qualità degli spermatozoi, esami immunologici selezionati o ulteriori controlli sulla cavità uterina, qualora il medico lo ritenga opportuno. Parallelamente, è consigliabile intervenire sui fattori modificabili che riguardano lo stile di vita. Se la soluzione non si trova, è comunque possibile fare ricorso a tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). La scelta di quella giusta dipende da numerosi fattori individuali e viene sempre personalizzata. Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il supporto psicologico. L’infertilità inspiegata può generare senso di ansia e frustrazione proprio perché manca una spiegazione concreta del problema. Per tale motivo molti centri specializzati mettono a disposizione delle coppie dei percorsi di sostegno emotivo che aiutano ad affrontare con maggiore serenità la situazione ed i trattamenti. Qui tutti i contatti per prendere un appuntamento presso la clinica Raprui, centro d’eccellenza italiano in diagnosi e trattamento della fertilità che offre a tutti i suoi pazienti tecnologie all’avanguardia e sensibilità nell’approccio.

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