La fecondazione eterologa è una realtà possibile in Italia già da molti anni. Tuttavia, quando si affronta un percorso di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita) nelle coppie sussistono ancora molti dubbi circa la normativa, i requisiti di accesso, le modalità permesse, i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza, per le prestazioni in regime di Servizio Sanitario Nazionale), la sicurezza e la provenienza dei gameti donati e su ciò che potrebbe cambiare nei prossimi anni. Effettivamente, nel nostro Paese, il quadro normativo al riguardo è piuttosto complesso, in quanto origina nella sua attuale interezza, da una serie di leggi, sentenze della Corte Costituzionale, decreti ministeriali e disposizioni regionali. Per tale motivo è importante fare chiarezza sul punto della situazione e le prospettive future. In vista del 2027 c’è un aggiornamento europeo particolarmente importante, destinato a incidere soprattutto sugli standard di sicurezza e gestione delle cellule riproduttive. Conoscere tali informazioni e novità può aiutare ad affrontare il percorso con meno ansia e con informazioni affidabili. Vediamo insieme nel dettaglio.

Fecondazione eterologa in Italia, aggiornamenti normativi 2027

Fecondazione eterologa, cos’è

La fecondazione eterologa è così definita quando in un trattamento di PMA si fa ricorso ad almeno un gamete (ovocita, spermatozoo o entrambi) proveniente da un donatore esterno alla coppia. La procedura prevede una FIVET o una ICSI, ovvero la fecondazione in laboratorio, al fine di ottenere un embrione da trasferire poi nell’utero della donna richiedente. La legge italiana stabilisce dei limiti a tale procedura, ed il più importante riguarda le indicazioni: è possibile sottoporsi ad eterologa, quando uno dei due partner non dispone di gameti utilizzabili o quando esiste una condizione di infertilità irreversibile. Può inoltre essere presa in considerazione in presenza di un rischio di una malattia genetica ereditaria rilevante: la donazione in tale caso può rappresentare un’alternativa clinicamente appropriata. La valutazione dell’indicazione spetta comunque allo specialista di PMA sulla base della storia clinica della coppia. Non è possibile scegliere il donatore o la donatrice, che rimangono anonimi, e sono comunque oggetto di una preventiva selezione medica e psicologica.

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Fecondazione eterologa, cosa dice la normativa italiana in sintesi

L’eterologa ha avuto un punto di svolta con la sentenza n. 162 del 2014 della Corte costituzionale, che ha dichiarato l’illegittimità del divieto di ricorrere a gameti esterni alla coppia, previsto dalla legge n. 40/2004 sulla fecondazione assistita. Da allora la PMA può essere omologa oppure eterologa, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa e delle indicazioni cliniche. Attualmente la donazione dei gameti in Italia è volontaria, gratuita, anonima e possibile per le donne tra i 20 ed i 35 anni e per gli uomini tra i 18 ed i 40. I donatori vengono sottoposti a valutazioni anamnestiche ed esami clinici finalizzati a verificarne l’idoneità e a tutelare la salute della persona che riceverà ovuli o spermatozoi e dunque quella del futuro bambino. Per quanto riguarda l’accesso attraverso il Servizio sanitario nazionale, le tecniche di PMA, eterologa compresa, sono inserite nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), ma le normative al riguardo sono differenziate a seconda delle Regioni. È possibile sottoporsi a tutte le tecniche di fecondazione assistita rivolgendosi dunque sia a strutture pubbliche, che convenzionate o private, accreditate, riconosciute dal Ministero della Salute, la cui lista, con altri dati, è reperibile pubblicamente online presso il Registro Nazionale PMA dell’ISS. Tra le strutture private c’è anche la clinica Raprui, da anni centro d’eccellenza sulla fertilità nel nostro Paese.

Fecondazione eterologa in Italia, aggiornamenti normativi previsti per il 2027 e a chi rivolgersi

Non risulta al momento un aggiornamento della normativa italiana per il nuovo anno, sulla fecondazione eterologa. Tuttavia, un’importante novità riguarderà l’entrata in vigore -dal 7 Agosto 2027-di numerose disposizioni del Regolamento europeo SoHO (UE 2024/1938), sui parametri di qualità e sicurezza per le sostanze di origine umana destinate all’applicazione sugli esseri umani, compresi gameti ed embrioni.  L’obiettivo è quello di armonizzare in Europa gli standard di qualità e sicurezza, rafforzando la protezione di donatori, pazienti e persone nate attraverso tecniche di PMA, migliorando la tracciabilità, il controllo e lo scambio attraverso le frontiere delle cellule riproduttive, con procedure comuni e più solide. In pratica non si tratta di una nuova legge, ma di un passaggio verso standard qualitativi e di sicurezza più alti e condivisi. Nel frattempo, è importante affidarsi a un centro di PMA autorizzato, capace di garantire competenza clinica, corretta gestione dei gameti, tracciabilità e un’informazione trasparente sugli aspetti medici e normativi, come Raprui. In questa struttura le coppie vengono accompagnate in percorsi di PMA personalizzati, con una preventiva ed accurata diagnosi, che individui all’occorrenza anche l’indicazione del ricorso all’eterologa. Qui tutti i contatti per una prima consulenza.

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