Come funziona la fecondazione assistita in Italia? Cosa dice la normativa, ci sono aggiornamenti circa i requisiti ed il percorso da effettuare? La tecnologia e la scienza offrono oggi a numerose coppie che non riescono a concepire un bambino in modo naturale delle risposte efficaci con la PMA (Procreazione Medicalmente Assistita), sia attraverso il servizio sanitario nazionale, e dunque con un ticket, che presso centri accreditati all’avanguardia, come Raprui. Ecco tutto quello che occorre sapere al riguardo.

Fecondazione assistita in Italia: percorso, requisiti, aggiornamenti normativi

Fecondazione assistita in Italia: tutte le tecniche

Prima di entrare nel merito della normativa e dei requisiti per accedere ai percorsi di PMA, è utile distinguere le tecniche e le procedure a cui si può ricorrere. Sono numerose, e vengono impiegate a seconda della diagnosi, ma sostanzialmente si dividono i tre livelli, per complessità:

  • I livello (meno invasivo): un esempio è la IUI (Inseminazione Intra Uterina). La fecondazione avviene nell’apparato riproduttivo femminile. Dopo una serie di procedure qui viene introdotto del liquido seminale del partner e si lascia che la natura faccia il resto del suo corso.
  • II livello: la fecondazione avviene in provetta, in un laboratorio sterile. Contempla due tecniche principali (ma non solo), la FIVET (fecondazione in vitro con trasferimento dell’embrione) e la ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo). La differenza tra le due è la seguente: nel primo caso in una provetta vengono inseriti i gameti e si attende che gli spermatozoi fecondino l’ovulo da soli, mentre nel secondo, questo passaggio viene praticato manualmente da un professionista, proprio attraverso una iniezione.
  • III livello: è il più complesso. Esempio ne sono la IMSI e la GIFT. Richiedono un intervento particolare per il prelievo e la selezione di spermatozoi sani.

In tutti i casi di primo e secondo livello si procede preventivamente con il prelievo dei gameti e poi con il trasferimento in utero degli embrioni al 3°-5° giorno. Le nuove linee guida includono tra le procedure di PMA anche la crioconservazione di gameti ed embrioni (consentita e regolata, superando i limiti precedenti, quando prodotti in eccesso, la diagnosi genetica preimpianto (PGT), per coppie portatrici di malattie genetiche trasmissibili, con obbligo di consulenza genetica e consenso informato.

Fecondazione assistita in Italia: requisiti di accesso

La legge che regolamenta la fecondazione assistita è la n° 40 del 2004, con tutte le sue successive modifiche. L’accesso a tali procedure è concesso esclusivamente a coppie maggiorenni, eterosessuali, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, ma sempre e comunque con infertilità o sterilità accertata. Questa si stabilisce con un iter diagnostico che viene avviato in seguito a mancato concepimento dopo 6-12 mesi di tentativi senza successo. In base ai risultati, lo specialista potrà proporre la tecnica più adeguata. I nuovi aggiornamenti nella normativa hanno comunque ampliato il ventaglio dei requisiti. Oggi possono accedere alla PMA anche coppie fertili portatrici di patologie genetiche trasmissibili; sierodiscordanti (ad esempio HIV+, HBV, HCV); persone che hanno effettuato crioconservazione preventiva di gameti o tessuti gonadici. La PMA -con queste modalità- è inclusa nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA): le regioni devono fornire i trattamenti gratuitamente o con ticket, con tetto massimo di sei tentativi per coppia e limite d’età femminile fino a 46 anni.

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Fecondazione assistita in Italia: gli aggiornamenti normativi

Il 20 Marzo 2024 sono state approvate con decreto ministeriale nuove linee guida al riguardo della fecondazione assistita. Un atto di regolamentazione necessario per accogliere, recepire, le varie pronunce giudiziarie susseguite all’ultimo aggiornamento normativo del 2015. La pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale il 9 maggio 2024 (GU n. 107), le ha rese effettive. Queste le principali novità rispetto al passato:

  • il consenso informato non è più revocabile dopo la fecondazione: ovvero la donna può richiedere il trasferimento dell’embrione per l’impianto in utero anche se il partner muore o la relazione si interrompe
  • accesso esteso a coppie con malattie genetiche, sierodiscordanti o che hanno preservato fertilità
  • crioconservazione regolata: gratuito il primo anno, spese a carico dei pazienti dal secondo anno
  • diagnosi genetica preimpianto (PGT‑M) consentita e assicurata attraverso un consenso informato dettagliato

Queste indicazioni rappresentano un rappresentano un vincolo determinante per i centri autorizzati, sebbene, una ancora più recente sentenza del TAR del Lazio (aprile 2025), abbia accolto alcuni annullamenti circa specifiche raccomandazioni cliniche, in quanto ritenute restrittive ed in contrasto con la libertà decisionale del medico specialista.

Fecondazione assistita in Italia: a chi rivolgersi

In Italia per accedere alla fecondazione assistita è possibile rivolgersi a centri pubblici (con il ticket), convenzionati, o privati autorizzati. Un elenco pubblico a cui fare riferimento per tutte le strutture è presente nel Registro Nazionale PMA, gestito dall’Istituto Superiore di Sanità, e accessibile tramite un sito internet dedicato (qui il Registro nazionale PMA). Qui è possibile consultare l’elenco completo suddiviso per Regione, con la tipologia di livello autorizzato. Contestualmente sono presenti anche i dati su cicli e nascite.

Tra i centri privati autorizzati, Raprui rappresenta un’eccellenza italiana, non solo perché è in grado di offrire alle coppie tutte le procedure mediche necessarie, anche le più complesse, ma soprattutto per i suoi tassi di successo. Raprui si distingue inoltre per l’approccio personalizzato, grazie ad un team multidisciplinare che comprende ginecologi, endocrinologi, biologi della riproduzione e psicologi, che lavorano insieme secondo gli standard previsti dalla normativa vigente, per accompagnare le coppie verso l’obiettivo della genitorialità. In pratica questa struttura garantisce: valutazione e diagnosi completa e personalizzata dell’infertilità della coppia, accesso a tutte le tecniche di PMA, anche di III livello, assistenza alla crioconservazione e PGT‑M ove necessario. Qui tutti i contatti per richiedere informazioni o un primo appuntamento.

 

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