Una gravidanza a 40 anni è possibile. Capita anche in modo fisiologico. Sono sempre più numerose le donne che scelgono di posticipare la maternità in un’età media più avanzata rispetto al passato. Ciò accade per diversi motivi: l’attesa di una stabilità professionale, di carriera, economica, di coppia, o semplicemente il desiderio di una gravidanza più consapevole. Certamente però tale prospettiva rappresenta una sfida biologica che può comportare delle complicazioni, ed è opportuno averle chiare in mente: la riserva ovarica può non essere sufficiente, così come la qualità degli ovociti, che può indurre potenziali difficoltà e rischi sia per la donna che per il bambino. Che fare dunque? Affidarsi sempre a medici esperti, come i professionisti della clinica Raprui, è la scelta giusta.

Gravidanza a 40 anni: probabilità, rischi, centri specializzati

Gravidanza a 40 anni: le probabilità di successo

Quante probabilità di successo ci sono di avere una gravidanza a 40 anni? Come è noto, la fertilità femminile diminuisce con il tempo e declina sempre più rapidamente dopo i 35-37 anni. Allo scattare della quarta decade 40 anni, le possibilità di concepire un bambino in modo naturale sono del 5-10% per ogni ciclo mestruale. Solo dopo 5 anni, tale opportunità scende al 1–3%. Entro un anno di tentativi mirati quindi a 40 anni una donna ha circa il 44% di possibilità di rimanere incinta. Nel caso sussistessero difficoltà, le tecniche di PMA possono aumentare le chance di una gravidanza, anche se l’età rimane un’importante discriminante: i dati indicano che tra i 40 e 42 anni, la probabilità cumulativa è di circa il 16,5%, e del 8,3% a 43 anni; il tasso di successo a 40 anni non supera generalmente il 10% per ciclo di fecondazione assistita. Sostanzialmente comunque in questa fascia d’età, in cui possono essere presenti specifiche condizioni, l’assistenza medica nella procreazione favorisce esiti migliori. Ad esempio, la PMA consente una migliore selezione degli ovociti, stimolazioni mirate, transfer embrionali ottimizzati e l’uso eventualmente di tecniche come l’ovodonazione nei casi con riserva ovarica compromessa. Sempre e comunque, dopo i 40 anni è utile monitorare proprio questo aspetto, ovvero quello della riserva ovarica: si può fare con il dosaggio ematico dell’AMH e con la conta dei follicoli antrali. Si tratta di passaggi essenziali per comprendere le chance di successo di un percorso naturale o se sia meglio procedere direttamente con la PMA.

Gravidanza a 40 anni: rischi per la mamma ed il bambino

Un dubbio sempre presente quando si affronta una gravidanza a 40 anni, è quello che riguarda i rischi, sia per la mamma che per il bambino. Una gestazione oltre questa fascia d’età, come è noto, è definita ad alto rischio per una serie di fattori, come l’ipertensione e la preeclampsia, che diventano più frequenti, anche in assenza di sintomi precedenti, così come il diabete gestazionale. Le donne mature vanno inoltre più spesso incontro ad un parto cesareo, sia per motivi fisiologici che precauzionali; altresì sono maggiormente soggette a placenta previa o distacco placentare. Si tratta comunque di fattori facilmente controllabili. Per il bambino. Diverso il discorso per gli aborti spontanei: tra le quarantenni le possibilità si attestano intorno al 25%, e superano il 50% dopo i 45 anni. Più frequenti inoltre i parti prematuri, ritardo di crescita intrauterina, basso peso alla nascita. Per i bambini infine non va trascurato l’aspetto delle anomalie cromosomiche come quella che porta alla sindrome di Down: a 25 anni, il rischio è 1 su 1350 gravidanze, che sale a 1 su 100 a 40 e a 1 su 30 a 45. Le strategie preventive ci sono e possono essere attuate: visite più frequenti, controllo costante della pressione sanguigna e della glicemia, ma anche della crescita fetale e dello stato della placenta. Utili anche test di diagnosi prenatale non invasivi come il NIPT, da fare a partire dalla 10A settimana, ecografie morfologiche, eventuale amniocentesi quando indicata.

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Gravidanza a 40 anni: i centri specializzati a cui rivolgersi

È chiaro, dunque, come una gravidanza a 40 anni richieda un approccio medico attento e preferibilmente integrato, ovvero caratterizzato da diversi specialisti: non solo un ginecologo, ma anche specialista in fertilità, genetista, ostetrico esperto in situazioni ad alto rischio. Imprescindibile è valutare la riserva ovarica e se necessario, procedere con la PMA, con percorsi personalizzati e protocolli mirati di monitoraggio costante nei 9 mesi. La clinica Raprui, specializzata in fertilità, offre un’assistenza completa rivolgendosi sia a donne che desiderano concepire naturalmente sia a coloro che necessitano di un percorso di PMA, previa valutazione e diagnosi di infertilità di coppia. È possibile contattare Raprui per una consulenza dedicata in qualunque momento: clicca qui per un appuntamento o maggiori informazioni.

 

 

 

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