Quando una coppia decide di avere un figlio, immagina spesso che il concepimento avvenga in modo naturale e in tempi relativamente brevi. Non sempre è così, purtroppo. Può servire più tempo del previsto e dare origine a stati di ansia, stress e frustrazione. Spesso senza motivo, poiché la fisiologia della riproduzione umana è molto complessa. Tuttavia, in alcuni casi possono essere presenti dei problemi non diagnosticati, ovvero di cui non si è a conoscenza e dunque può essere necessario rivolgersi ad uno specialista. Ma quando? Dopo quanti tentativi? Occorre partire da una consapevolezza: anche se non si riesce ad ottenere una gravidanza subito, ciò non significa che sia impossibile o che si hanno problemi di fertilità. Il concepimento è infatti un processo molto articolato, che dipende da numerosi fattori, tra cui l’età, lo stato di salute generale, lo stile di vita e la presenza di eventuali condizioni mediche che possono influire sulla capacità riproduttiva. Ecco tutto quello che occorre sapere.

Infertilità di coppia, dopo quanto tempo cercare un centro specializzato

Infertilità di coppia, definizione OMS e linee guida

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce l’infertilità come

l’incapacità di ottenere una gravidanza dopo almeno 12 mesi di rapporti sessuali regolari e non protetti”.

Questa definizione rappresenta oggi il principale punto di riferimento per medici e specialisti di tutto il mondo ed è la base di tutte le linee guida sul tema, che comunque sottolineano anche altri aspetti: un anno non è il tempo necessario di attesa per tutte le coppie, per accedere a controlli più approfonditi sulla fertilità. Dipende infatti dai casi. Ad esempio, quando la donna ha più di 35 anni, si è in presenza di cicli mestruali irregolari, patologie ginecologiche note oppure problemi di fertilità maschile già diagnosticati, è opportuno fare un controllo specialistico mirato, anche dopo 6 mesi. L’infertilità può riguardare la donna, l’uomo oppure entrambi i partner. In molti casi si parla infatti di infertilità di coppia, una condizione che richiede un approccio multidisciplinare e una valutazione completa. È importante anche distinguere tra infertilità e sterilità. L’infertilità indica una ridotta capacità di concepire naturalmente, mentre la sterilità rappresenta l’impossibilità assoluta di ottenere una gravidanza spontanea. Nella maggior parte dei casi, fortunatamente, si parla di infertilità e non di sterilità, ed a prescindere, anche in queste circostanze, la medicina riproduttiva moderna, può aiutare a raggiungere l’agognato sogno della genitorialità. L’importante è non farsi prendere dallo sconforto e rivolgersi al momento giusto ad un centro per la fertilità qualificato. Oggi in Italia, ne esistono molti, come Raprui.

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Fertilità di coppia, i dati per comprendere

Se siete qui a leggere queste informazioni è perché siete preoccupati: il bambino che desiderate non arriva in modo naturale, nonostante i tentativi. Ebbene, per tranquillizzarvi ed avere una maggiore consapevolezza sul problema, è giusto che conosciate alcuni dati relativi alla fertilità umana. Pensate: in una coppia giovane e sana, la probabilità di rimanere incinta in un singolo ciclo mestruale è mediamente compresa tra il 20% e il 25%. Da qui è facile comprendere come il concepimento non sempre si raggiunge ai primi tentativi, anche in assenza di problemi. In linea generale -in media- circa l’80-85% delle coppie ottiene una gravidanza entro il primo anno di tentativi mirati. Una percentuale ulteriore riesce a concepire nel corso del secondo anno, ma nel frattempo, è utile rivolgersi ad uno specialista per escludere disturbi della fertilità. Tuttavia, negli ultimi decenni si è assistito ad un progressivo aumento delle coppie con difficoltà riproduttive (non siete soli!). Ciò dipende da diversi fattori. Essenzialmente la causa principale riguarda l’innalzamento dell’età in cui si cerca il primo figlio; seguono l’aumento di alcune patologie ginecologiche e andrologiche e l’influenza di fattori ambientali e legati allo stile di vita. L’età femminile rappresenta uno degli elementi più importanti. La fertilità della donna raggiunge il suo massimo tra i 20 e i 30 anni e inizia a diminuire gradualmente dopo i 35 anni. Dopo i 40 anni il calo diventa più significativo, sia in termini di probabilità di concepimento sia di qualità degli ovociti. A differenza di quanto si creda, un medesimo discorso va fatto anche per l’uomo: sebbene continui a produrre spermatozoi per tutto il resto della vita, questi dopo i 40 anni possono cominciare a perdere fisiologicamente di qualità, senza dimenticare che l’età avanzata può aumentare il rischio di sviluppare varie problematiche riproduttive o correlate. Le cause più frequenti dell’infertilità? Per la donna sono l’endometriosi, la sindrome dell’ovaio policistico, le alterazioni dell’ovulazione e le patologie delle tube. Nel partner maschile, invece, si assiste più spesso a una riduzione del numero degli spermatozoi, della loro motilità o anche all’aumento di alterazioni morfologiche: tutti fenomeni che rendono più complicata la penetrazione del gamete maschile nell’ovocita femminile. Comprendere tali aspetti è quindi fondamentale per evitare inutili allarmismi ma anche per non sottovalutare situazioni che meritano una valutazione specialistica.

Dopo quanto tempo cercare un centro specializzato?

Dipende! In linea generale, in una coppia sana e con la donna che ha meno di 35 anni, è opportuno rivolgersi ad un centro specializzato in fertilità, dopo 12 mesi di tentativi mirati nel periodo della finestra fertile, ovviamente, non andati a buon fine. Per le over 35 i tempi si riducono a 6 mesi, mentre dopo i 40 è consigliabile programmare una consulenza specialistica fin dall’inizio della ricerca di una gravidanza, senza attendere prove e periodi più o meno prolungati. Esistono poi situazioni particolari -note, ovvero già diagnosticate- che rendono consigliabile una visita precoce, indipendentemente dall’età. Tra queste, al femminile troviamo:

  • cicli mestruali irregolari o assenti
  • endometriosi
  • sindrome dell’ovaio policistico
  • interventi chirurgici ginecologici precedenti
  • aborti ripetuti
  • patologie delle tube
  • menopausa precoce in famiglia
  • precedenti trattamenti oncologici

Questi ultimi vanno considerati anche al maschile insieme a:

  • problematiche note del liquido seminale
  • varicocele importante
  • disfunzioni sessuali che impediscono rapporti completi.

Attendere troppo a lungo nella speranza che la situazione si risolva spontaneamente può comportare una perdita di tempo prezioso, soprattutto quando l’età femminile avanza. Attenzione: rivolgersi in modo tempestivo a un centro specializzato non significa necessariamente iniziare subito un percorso di procreazione medicalmente assistita. Nella maggioranza dei casi, l’obiettivo iniziale è quello di individuare le cause dell’infertilità di coppia se presenti, e solo in un secondo momento, attivarsi nell’affrontare il percorso più adatto per l’eventuale problematica individuata.

Cosa aspettarsi nella prima visita e quali le possibili soluzioni?

Dunque, cosa aspettarsi durante la prima visita in un centro per la fertilità? Il professionista competente, raccoglierà innanzitutto l’anamnesi della coppia (anamnesi della salute generale e riproduttiva); verranno analizzate cioè le informazioni relative all’età, ai precedenti medici, agli eventuali interventi chirurgici, alle gravidanze ottenute, allo stile di vita e alla durata dei tentativi di concepire un bambino fino a quel momento.  Contestualmente saranno richiesti alcuni esami diagnostici di routine, a seconda dei casi. Per la donna ad esempio si suggeriscono visita ginecologica con ecografia transvaginale, valutazione della riserva ovarica, dosaggi ormonali specifici, monitoraggio dell’ovulazione e controllo della pervietà tubarica. Al maschile, il test principale è invece lo spermiogramma, che pure può essere accompagnato da dosaggi ormonali. In base ai risultati di queste prime indagini potrebbero essere necessari alcuni approfondimenti diagnostici, o si potrà già individuare un percorso risolutivo verso la genitorialità. Talvolta possono bastare modifiche allo stile di vita, ridurre il peso corporeo o una terapia farmacologica, ad esempio per ripristinare l’equilibrio ormonale o stimolare l’ovulazione. Quando ciò non basta, si valuta il ricorso alla PMA (Procreazione Medicalmente Assistita), che oggi offre possibilità sempre più efficaci e personalizzate. E quest’ultima è una “parola chiave”! Non esiste una tecnica migliore delle altre o un iter valido per tutti, ma una strategia costruita sulle specifiche esigenze cliniche e personali della coppia. Se state cercando una gravidanza senza successo e vi state chiedendo se sia arrivato il momento di consultare uno specialista, il consiglio è di non rimandare una valutazione professionale. Il centro per la fertilità Raprui mette a disposizione un team multidisciplinare altamente qualificato, tecnologie avanzate e percorsi personalizzati per accompagnare ogni coppia nel proprio progetto genitoriale. Qui tutti i contatti per un appuntamento.

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