L’infertilità nell’uomo è molto più frequente di quanto si sia pensato in passato. Circa 1 coppia su 7 ha difficoltà a concepire un bambino e nella metà dei casi il problema riguarda il partner maschile. Sostanzialmente in questi casi si è in presenza di una bassa produzione di spermatozoi, una loro scarsa qualità o blocchi e alterazioni funzionali che ne impediscono la fuoriuscita. Le cause sono numerose e molto diverse tra loro: malattie, lesioni, fattori genetici, disturbi della salute cronici, stili di vita errati, eccetera. L’incapacità di riuscire a concepire un figlio è un’esperienza spesso frustrante, sia al femminile che al maschile, ma per fortuna, grazie alla scienza e a nuove sofisticate tecnologie, oggi sono a disposizione diversi rimedi. Ecco tutto quello che occorre sapere al riguardo, ed in particolare sulle tecniche ed i trattamenti possibili.

Infertilità maschile rimedi, tecniche e trattamenti

Infertilità maschile, quando rivolgersi ad un medico per una diagnosi

Quando una coppia non riesce a concepire un bambino dopo 12 mesi di tentativi regolari e non protetti (6 mesi se la donna ha più di 35 anni), si parla di infertilità ed è il momento di rivolgersi ad uno specialista per individuarne la causa ed avviare un percorso idoneo. Questi avvierà un iter diagnostico specialistico. Per l’uomo è utile farlo anche prima se si è in presenza di una delle seguenti condizioni:

  • Problemi di erezione o eiaculazione
  • Basso desiderio sessuale
  • Altri problemi con la funzione sessuale
  • Dolore, disagio, nodulo o gonfiore nella zona dei testicoli
  • Storia clinica di altri problemi ai testicoli, alla prostata o sessuali
  • Intervento chirurgico all’inguine, ai testicoli, al pene o allo scroto

L’iter per avere una conferma diagnostica è diverso a seconda dei casi, ma in generale, al maschile, non può prescindere dai seguenti test:

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  • Anamnesi ed esame obiettivo, ovvero una visita clinica che comprenda l’esame dei genitali e domande su eventuali condizioni ereditarie, problemi di salute cronici, malattie, lesioni o interventi chirurgici, abitudini sessuali e sviluppo durante la pubertà: tutti fattori che potrebbero influire sulla capacità di concepire un bambino.
  • Spermiogramma. Il campione da analizzare in genere si ottiene tramite masturbazione dopo un certo periodo di astinenza sessuale. L’eiaculato va raccolto in un contenitore sterile e consegnato quanto prima al laboratorio di riferimento. Questo test misura alcuni parametri che riguardano essenzialmente il numero di spermatozoi presenti, eventuali anomalie nella forma (morfologia) e nel movimento (motilità), nonché la presenza di infezioni. Nella maggioranza dei casi è richiesto più di uno spermiogramma, a distanza di poco tempo, per garantire la certezza della diagnosi.

Il medico comunemente prescrive anche altre indagini:

  • ecografia scrotale: per escludere o identificare ad esempio la presenza di un varicocele
  • ecografia transrettale: maggiormente indicata per trovare anomalie nella prostata o nei dotti che trasportano il liquido seminale
  • dosaggi ormonali (testosterone ed altri)
  • analisi delle urine post eiaculazione: in caso di eiaculazione retrograda in queste è possibile trovare degli spermatozoi
  • test genetici: possono essere prescritti per diagnosticare varie sindromi congenite o ereditarie, e sono indicati soprattutto in caso di un numero molto basso di spermatozoi
  • biopsia testicolare: se il risultato è normale, è possibile spostare l’attenzione diagnostica su un problema di ostruzione o altro che riguarda il trasporto del liquido seminale
  • test specializzati di funzionalità degli spermatozoi.

Infertilità maschile, rimedi e trattamenti

Le cure ed i trattamenti per l’infertilità maschile dipendono dalla diagnosi. Tra questi troviamo:

  • Chirurgia: si usa per il varicocele, oppure per sanare un dotto deferente ostruito, così come per invertire una precedente vasectomia. Laddove invece non siano presenti spermatozoi nell’eiaculato, ovvero in casi di infertilità gravi, è possibile recuperarli chirurgicamente dai testicoli o dall’epididimo impiegando sofisticate tecniche -definite di III livello- di PMA, come la TESE, la TESA, PESA e la MESA.
  • Trattamento delle infezioni del tratto riproduttivo: in genere se di origine batterica si usano degli antibiotici, ma se il danno è già avvenuto, non sempre è possibile recuperare la fertilità.
  • Disturbi della funzione erettile, come la disfunzione o l’eiaculazione precoce possono essere trattati con farmaci specifici.
  • Cure ormonali ed altri medicinali: nei casi in cui l’infertilità è dovuta a bassi livelli di ormoni o ad altre patologie.
  • Procreazione Medicalmente Assistita (PMA): prevedono la raccolta degli spermatozoi tramite la normale eiaculazione, estrazione chirurgica o il ricorso a donatori; i gameti ottenuti vengono poi impiegati a seconda dei casi in tecniche di fecondazione assistita, come la IUI (inseminazione intrauterina, la FIVET o l’ICSI.

Infertilità maschile, a chi rivolgersi

In caso di sospetta infertilità, è opportuno rivolgersi ad uno specialista: un andrologo o urologo è sicuramente il primo passaggio, ma talvolta, quando non sono presenti condizioni note legate alla possibilità di concepire, è utile per la coppia chiedere una consulenza in un centro per la fertilità qualificato come Raprui. Qui possono essere fatti test ad entrambi i partner contemporaneamente, per valutare se il problema sia effettivamente maschile o se esistono concause anche al femminile. Ciò aiuta ad ottimizzare i tempi e ad evitare inutili stress di appuntamenti in varie strutture e si ha la garanzia di essere seguiti passo dopo passo fino alla genitorialità da un team multidisciplinare e di grande esperienza. Qui tutti i contatti per una prima visita.

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