Il consumo di alcolici può complicare il raggiungimento di una gravidanza, ovvero può compromettere la fertilità? Quando si parla di salute riproduttiva, uno stile di vita sano è fondamentale, ma spesso viene sottovalutato. L’uso e l’abuso di alcol è uno dei fattori modificabili a cui bisogna prestare particolare attenzione.
Non si tratta solo di evitare di bere alcool a concepimento già avvenuto, per il rischio della sindrome feto-alcolica, ma anche di fare prevenzione per la fertilità, sia al maschile che al femminile. Comprendere come e quanto questo aspetto sia importante è essenziale per chi sta cercando di avere un figlio, ma anche per chi intende preservare la propria salute riproduttiva. Qui tutto quello che c’è da sapere su come gli alcolici interferiscono sull’apparato riproduttivo della donna e dell’uomo, sugli effetti che hanno sul concepimento naturale e nei percorsi di fecondazione assistita e quando rivolgersi ad una struttura sanitaria specializzata, come Raprui.

Effetti dell’alcol sulla fertilità femminile
L’alcol agisce in diversi modi sulla fertilità della donna. Questi sono i principali:
- Alterazioni ormonali, ciclo mestruale e ovulazione: tali sostanze possono alterare i livelli di estrogeni, progesterone, LH (ormone luteinizzante) e FSH (ormone follicolo-stimolante), ormoni essenziali per la maturazione dell’ovocita, il suo rilascio (ovulazione) e la fase successiva che prepara l’endometrio all’impianto. Ne conseguono irregolarità mestruali e potenziali cicli anovulatori, sia con un loro uso costante che ovviamente con un abuso.
- Riduzione della riserva ovarica e qualità degli ovociti: alcuni studi hanno evidenziato come un consumo elevato di alcolici sia correlato a tali aspetti.
- Implicazioni per il concepimento naturale e il rischio di aborto: altre evidenze scientifiche suggeriscono un maggior tempo per il concepimento (fecundabilità ridotta), nonché un aumento del rischio di aborto spontaneo, perdita fetale, o complicazioni della gravidanza.
Effetti dell’alcol sulla fertilità maschile
Anche nell’uomo sono noti effetti negativi dell’alcol sulla fertilità, come i seguenti:
- Alterazioni dei normali ed ottimali parametri seminali: numero, motilità, morfologia, danni al DNA
- Effetti ormonali e disfunzioni sessuali: l’alcol può disturbare l’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, provocando diminuzioni dei livelli di testosterone e alterazioni nei livelli di FSH e LH. Nei casi di abuso, soprattutto se prolungato nel tempo, possono svilupparsi atrofia testicolare, alterazione delle gonadi, disfunzione erettile, diminuzione del desiderio sessuale, e difficoltà nell’orgasmo.
- Alcune ricerche suggeriscono come molti effetti negativi legati all’alcol (soprattutto se il consumo è temporaneo) possano ridursi o scomparire totalmente se si smette di bere. E ciò vale soprattutto per l’uomo, poiché la spermatogenesi ha un ciclo di diversi mesi, quindi se si eliminano tali sostanze, è possibile che siano prodotti spermatozoi nuovi e più sani.
Effetti dell’alcol nei trattamenti di fecondazione assistita
Chi si sottopone a tecniche di PMA (Procreazione Medicalmente Assistita) come la FIVET, l’ICSI o l’inseminazione intrauterina, deve prestare una particolare attenzione all’uso di alcolici. Lo dice la logica, per quanto sopra affermato, ma lo confermano anche alcuni studi scientifici. Ecco perché:
- il consumo di alcol “moderato” o superiore (es: ≥4 drink a settimana) da parte della donna può ridurre il numero di ovociti recuperati, o la risposta ovarica allo stimolo.
- Per l’uomo, l’assunzione di alcolici nel periodo precedente la raccolta di liquido seminale, può compromettere la qualità dei gameti, inficiando la fecondazione assistita, o la possibilità di creare embrioni sani e forti, dopo che questa sia avvenuta.
- I tassi di gravidanza e di nascita viva in programmi IVF/ICSI sono inferiori se almeno uno dei partner beve regolarmente e in quantità non trascurabile.
La sindrome feto‑alcolica e i rischi per il feto
Anche quando il concepimento ha successo, l’esposizione dell’embrione/feto all’alcol può avere conseguenze gravi, come la cosiddetta “sindrome feto-alcolica” (Fetal Alcohol Syndrome, FAS) o più in generale i disturbi dello spettro feto-alcolico (Fetal Alcohol Spectrum Disorders, FASD). Questa può provocare anomalie fisiche nel bambino, oltre a problemi cognitivi e di comportamento. Non esiste una quantità di alcol consumabile in gravidanza da parte della donna che possa essere considerata sicura. Anche piccole dosi, possono essere rischiose, specialmente nelle prime settimane, quando l’embrione è in via di formazione.
Alcool: consigli pratici per la fertilità
Dunque, come comportarsi? Ecco alcune raccomandazioni essenziali per chi desidera migliorare le proprie probabilità di concepire un bambino e ridurre i rischi:
- Astensione completa dall’alcol: è la scelta più sicura quando si sta cercando una gravidanza, e sicuramente -per la donna- una volta che questa sia confermata.
- Se non si riesce in tale intento, va ridotto al minimo il consumo, a pochi drink settimanali.
- Evitare alcol nei giorni intorno all’ovulazione, e nei mesi precedenti al possibile concepimento per l’uomo, dato il ciclo di produzione degli spermatozoi.
- Favorire uno stile di vita che supporti la fertilità: dieta equilibrata, assunzione sufficiente di nutrienti, esercizio fisico regolare, evitare altre sostanze tossiche (fumo, droghe), mantenere un peso corporeo adeguato, gestire lo stress.
In conclusione: l’alcool rappresenta un rischio concreto per la fertilità sia dell’uomo che della donna e poiché non è possibile quantificare in modo generalizzato le adeguate quantità per evitare il danno, è preferibile evitarlo o ridurre al massimo il suo consumo. Altresì, va segnalata la sua assunzione, anche se moderata, ai medici consultati se si hanno problemi a concepire un bambino. La clinica Raprui, specializzata in fertilità è a disposizione con i suoi esperti professionisti in medicina riproduttiva per ogni dubbio, con consulenze personalizzate, esami diagnostici avanzati e supporto completo e multidisciplinare per aiutare le coppie ad intraprendere il cammino verso la genitorialità.




