L’ovodonazione è una tecnica di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) eterologa. Come si evince dal termine, indica l’utilizzo di ovuli provenienti da una donatrice. Questi vengono fecondati in laboratorio con gli spermatozoi del partner della ricevente o, in taluni casi, di un donatore. L’embrione ottenuto viene quindi trasferito nell’utero della donna che desidera affrontare la gravidanza. In Italia la fecondazione eterologa è consentita dal 2014 e viene effettuata nei Centri PMA autorizzati, secondo precise regole cliniche e di sicurezza. Per molte coppie può essere un’importante soluzione verso la genitorialità, ma il percorso, può essere fonte di ansia e dubbi, non solo per gli aspetti medici, ma anche per quelli psicologici, etici e legali. Conoscere in anticipo le diverse fasi di questo trattamento, può aiutare ad affrontarlo con maggiore consapevolezza e serenità. Ecco cosa occorre sapere al riguardo.

Ovodonazione: i passaggi clinici, le tempistiche e la preparazione dell'utero

Ovodonazione, quando è possibile?

L’ovodonazione non è indicata per tutte le coppie. La normativa stabilisce dei limiti al suo impiego. Di fatto questa tecnica di PMA viene presa in considerazione quando una donna che desidera diventare madre non può usare i suoi ovociti a causa di una irreversibile condizione di infertilità. Tra le possibili indicazioni rientrano l’esaurimento della riserva ovarica, la menopausa precoce, alcune condizioni congenite o l’assenza/funzione gravemente compromessa delle ovaie. Può inoltre essere valutata quando l’utilizzo degli ovociti propri non rappresenta un’opzione adeguata nel quadro clinico della paziente, o in caso di malattie ereditarie trasmissibili. Come è facile comprendere, l’accesso all’eterologa, richiede quindi una valutazione specialistica, che conduca ad una diagnosi precisa, e dunque la presenza dei requisiti richiesti dalla normativa italiana, come ad esempio quelli delle indicazioni cliniche e dell’età della paziente.

Tutto quello che c’è da sapere sulla donatrice

Una parte importante dell’ovodonazione, che implica dubbi legali, psicologici ed etici è senza dubbio quella che riguarda l’origine dei gameti. In Italia, per legge, è volontaria, gratuita ed anonima: la coppia ricevente non può conoscere l’identità della donatrice, mentre i dati sanitari devono essere conservati e gestiti garantendo riservatezza e tracciabilità, in caso di necessità futura. La selezione della donatrice è inoltre un passaggio particolarmente rigoroso: comprende anamnesi personale e familiare, valutazione clinica, screening infettivologico e valutazioni genetiche; il percorso prevede inoltre una valutazione psicologica dell’idoneità alla donazione. L’obiettivo è tutelare la salute della donatrice, della ricevente e del futuro bambino. Al riguardo anche l’età è importante: deve essere compresa tra i 20 e 35 anni, epoca in cui si è al massimo della fertilità, in genere con ovociti di buona qualità. Una volta ritenuta idonea, la donatrice è sottoposta ad una stimolazione ovarica per alcune settimane, sotto rigorosi controlli ecografici e dosaggi ormonali, al termine della quale viene eseguito il prelievo degli ovociti, normalmente sotto sedazione. Gli ovociti possono essere utilizzati a fresco oppure crioconservati mediante vitrificazione, in base all’organizzazione del percorso e alle indicazioni dello specialista che segue la coppia ricevente.

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Ovodonazione per la ricevente, la preparazione dell’utero

La ricevente non deve sottoporsi alla stimolazione ovarica finalizzata al recupero degli ovociti, ma ad un altro trattamento ormonale, concentrato sulla preparazione dell’endometrio al ricevimento dell’embrione. In alcuni casi questo può avvenire su un ciclo spontaneo, naturale, quando sussistono le condizioni, oppure mediante un ciclo farmacologico sostitutivo. In quest’ultimo caso vengono somministrati estrogeni per favorire la crescita dell’endometrio e successivamente progesterone per sincronizzare la mucosa con lo stadio di sviluppo dell’embrione. Anche per la ricevente, questa fase avviene sotto rigoroso controllo medico attraverso ecografie ed eventuali esami ormonali, che permettono di stabilire il momento più appropriato per il transfer. La durata della preparazione varia da donna a donna e dal protocollo adottato; in genere sono necessarie alcune settimane. La personalizzazione è importante anche per valutare eventuali condizioni ginecologiche o mediche che potrebbero influenzare l’impianto o la gravidanza.

Ovodonazione, dalla fecondazione al test di gravidanza

Gli ovociti della donatrice vengono fecondati in laboratorio con gli spermatozoi del partner o del donatore. Gli embrioni ottenuti vengono coltivati in laboratorio per 3-5 giorni, ovvero fino allo stadio previsto dal programma clinico. Ne viene poi selezionato uno per essere trasferito nell’utero della ricevente, attraverso un sottile catetere, in una procedura generalmente rapida e poco invasiva. Dopo il transfer prosegue il supporto ormonale secondo le indicazioni mediche. Il test di gravidanza, generalmente mediante dosaggio delle beta-hCG, viene effettuato in genere dopo 10-14 giorni. È importante sottolineare quanto segue: l’ovodonazione non elimina tutti i rischi della gravidanza, come le complicanze ostetriche, quali l’ipertensione gestazionale e la preeclampsia, che possono essere più frequenti e richiedono un’adeguata valutazione clinica, nonché un monitoraggio più attento della gestazione.

 Ovodonazione: a chi rivolgersi

Affrontare un percorso di ovodonazione significa affidarsi an iter complesso sotto molti punti di vista, nel quale competenza clinica, sicurezza biologica e sostegno psicologico devono camminare insieme. È dunque fondamentale affidarsi ad un centro per la fecondazione assistita che garantisca tutto questo. Deve essere autorizzato e certificato, verificabile anche attraverso il Registro Nazionale per la PMA dell’Istituto Superiore di Sanità, abilitato all’eterologa, e con esperienza comprovata. RAPRUI rappresenta un’eccellenza sul nostro territorio al riguardo, con in grado di offrire alle coppie percorsi di fecondazione eterologa e ovodonazione con un approccio multidisciplinare: dalla valutazione iniziale alla preparazione dell’endometrio, fino al transfer e al successivo monitoraggio, con una particolare attenzione all’aspetto e al sostegno psicologico. Per ricevere informazioni personalizzate sui requisiti, sulle tempistiche e sulle possibilità offerte dal proprio caso clinico, è possibile contattare direttamente la clinica. Qui tutti i recapiti.

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