Il test di base per indagare l’infertilità maschile è lo spermiogramma. Quando si riceve il referto dal laboratorio analisi e si trovano parametri alterati, è facile che subentri una certa ansia. In realtà un risultato alterato non significa necessariamente sterilità. L’esito di questa indagine diagnostica va infatti interpretata da uno specialista, che possa contestualizzarla all’interno della storia clinica del paziente e della coppia. Ad esempio, esistono numerosi fattori che possono influenzare temporaneamente i parametri del liquido seminale, come una febbre recente o l’assunzione di alcuni medicinali. Per tale motivo, spesso lo spermiogramma si ripete dopo un paio di mesi, o lo si completa con ulteriori accertamenti prima di arrivare ad una diagnosi definitiva. È poi importante comprendere il significato dei diversi parametri, l’entità dei valori, sapere da cosa possono dipendere e quindi conoscere i successivi passaggi diagnostici. È importante per affrontare la situazione con maggiore serenità e consapevolezza, anche perché oggi- grazie alla tecnologia e ai traguardi scientifici raggiunti con la medicina riproduttiva- la paternità è un sogno raggiungibile, nella maggioranza dei casi di infertilità maschile.

Cos’è lo spermiogramma e quali parametri analizza
Ma cos’è di preciso lo spermiogramma? Si tratta di un esame di laboratorio atto ad analizzare il liquido seminale di un paziente ed in particolare la quantità e la qualità degli spermatozoi in esso presenti. È sicuramente un test di primo livello per studiare la fertilità maschile e viene generalmente richiesto quando una gravidanza tarda ad arrivare o nell’ambito degli accertamenti preliminari di una coppia. Come si esegue? Dopo un periodo di astinenza da rapporti intimi, solitamente compreso tra i 2 ed i 7 giorni, viene raccolto un campione tramite masturbazione, in un contenitore sterile che viene poi rapidamente consegnato al laboratorio. È preferibile eseguire questa fase direttamente nel centro specializzato, ma può essere anche svolta a casa per poi essere trasportato secondo le indicazioni ed i tempi suggeriti dallo specialista. I parametri che vengono comunemente presi in considerazione sono i seguenti:
- volume dell’eiaculato
- concentrazione degli spermatozoi
- numero totale degli stessi
- motilità progressiva e totale
- morfologia (forma degli spermatozoi)
- vitalità
- pH
- viscosità
- tempo di liquefazione
- eventuale presenza di cellule infiammatorie o leucociti.
I risultati vengono confrontati con i valori di riferimento indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Tuttavia, questi intervalli rappresentano valori statistici osservati nella popolazione fertile (ovvero sono una media) e non costituiscono un confine netto tra fertilità e infertilità.
Cosa significa avere uno spermiogramma alterato
Uno spermiogramma viene definito alterato quando uno o più parametri risultano inferiori o superiori ai valori di riferimento. Tra le anomalie più frequenti ci sono:
- oligozoospermia, quando il numero dei gameti presenti nel liquido seminale è basso
- astenozoospermia, caratterizzata da una ridotta motilità degli spermatozoi
- teratozoospermia, in cui è alta la percentuale di spermatozoi con forma anomala
- oligoastenozoospermia o oligoasteno-teratozoospermia (OAT), quando sussistono più alterazioni dei parametri contemporaneamente
- azoospermia, cioè l’assenza di spermatozoi nell’eiaculato.
È importante sottolineare l’entità delle alterazioni. Alcune sono molto lievi e quindi non impediscono necessariamente il concepimento naturale. Anche uomini con parametri inferiori ai valori di riferimento possono diventare padri spontaneamente, mentre uno spermiogramma apparentemente normale non garantisce automaticamente la fertilità. L’interpretazione dei dati di questo test va quindi sempre affidata ad uno specialista.
Perché un risultato alterato non deve creare allarmismi
È fondamentale puntare l’attenzione su questo aspetto: uno spermiogramma con valori alternati non deve essere fonte di ansia! Il liquido seminale, infatti, è caratterizzato da una naturale variabilità biologica; quindi, la sua analisi fotografa la situazione in un determinato momento e non rappresenta una diagnosi di fertilità o infertilità definitiva. È solo un primo passo per comprendere se sussiste realmente qualche problema. Diversi fattori possono modificare temporaneamente i risultati dell’esame, tra cui:
- febbre nei mesi precedenti
- infezioni delle vie urinarie o genitali
- assunzione di alcuni farmaci
- stress fisico o psicologico
- consumo eccessivo di alcol
- fumo
- esposizione a sostanze tossiche
- obesità
- raccolta non corretta del campione.
Anche il periodo di astinenza sessuale può influenzare alcuni parametri. Per questo, in presenza di un primo test dai risultati anomali, lo specialista consiglia di ripeterlo dopo 2 o 3 mesi, intervallo rappresentativo di un nuovo ciclo completo di produzione degli spermatozoi. Laddove si ripresentino le alterazioni è consigliato procedere con ulteriori indagini di approfondimento.
Quando sono necessari altri esami?
Lo spermiogramma rappresenta dunque il primo step di valutazione nella fertilità maschile. Certamente però spesso non è sufficiente per diagnosticare con certezza un problema, e men che meno per individuare la sua causa effettiva. A seconda dei risultati e della storia clinica del paziente, lo specialista può richiedere dunque ulteriori accertamenti, come i seguenti:
- visita andrologica
- ecografia testicolare ed ecocolordoppler per valutare la presenza di varicocele
- esami ormonali (FSH, LH, testosterone, prolattina e altri)
- spermiocoltura in caso di sospetta infezione
- test di frammentazione del DNA spermatico
- esami genetici, come cariotipo, microdelezioni del cromosoma Y o analisi del gene CFTR nei casi selezionati.
Tali approfondimenti permettono di identificare eventuali alterazioni non rilevabili con il semplice spermiogramma e di definire un percorso terapeutico mirato.
Cosa fare dopo uno spermiogramma alterato
Ovviamente il primo consiglio è quello di evitare interpretazioni fai-da-te o ricerche allarmistiche sul web. Ogni risultato deve essere valutato da uno specialista esperto in medicina della riproduzione o andrologia. Come detto, la strategia iniziale prevede la ripetizione del test dopo 2 o 3 mesi, e poi delle modifiche dello stile di vita, laddove necessarie, allo scopo di migliorare la salute riproduttiva. Ad esempio? Smettere di fumare, limitare il consumo di alcolici, mantenere un peso corporeo adeguato, seguire un’alimentazione equilibrata, praticare attività fisica regolare, evitare l’esposizione prolungata a elevate temperature a livello testicolare, trattare eventuali patologie concomitanti che possono alterare la fertilità. Allo stesso tempo possono essere proposte altre indagini di approfondimento ed una volta diagnosticata la causa dell’infertilità, lo specialista potrà procedere alla prescrizione di terapie mediche, chirurgiche o percorsi di procreazione medicalmente assistita, sempre personalizzati in base alla situazione della coppia.
Spermiogramma alterato, a chi rivolgersi?
Quando uno spermiogramma risulta alterato è fondamentale rivolgersi a un centro specializzato nella diagnosi e nel trattamento dell’infertilità. L’obiettivo è quello di sottoporsi ad una valutazione completa dello stato di salute riproduttiva, grazie alla presenza di un team medico multidisciplinare e tecnologie avanzate. Interpretare correttamente i parametri del liquido seminale richiede infatti esperienza e competenze specifiche. Lo stesso risultato può avere significati diversi a seconda dell’età della coppia, della durata della ricerca della gravidanza, della presenza di eventuali patologie femminili e della storia clinica del paziente. Presso la clinica RAPRUI è possibile ricevere tutto questo, ma anche le soluzioni terapeutiche più adatte al caso, con l’obiettivo della genitorialità. Ricevere uno spermiogramma alterato non significa quindi rinunciare a diventare papà. Una diagnosi tempestiva e professionisti esperti consentono nella maggioranza dei casi di trovare la soluzione giusta, nel minor tempo possibile. Qui l’indirizzo ed il recapito telefonico per prenotare una consulenza specialistica.




